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QUALIFICA DI PRIMO LUOGOTENENTE: IL CORRETTIVO AL RIORDINO CREA DISCRIMINAZIONI NELLA FORMAZIONE DELLE ALIQUOTE DI CONFERIMENTO

11-03-2022

Purtroppo, dobbiamo constatare che il "correttivo" al riordino si è confermato l'ennesima beffa per quanti negli ultimi 20 anni hanno visto la propria carriera al palo non per ragioni soggettive bensì a causa dei limiti di una riforma fatta con i piedi e per un sistema di valutazione "drogato".

Oltre al danno la beffa! Al raggiungimento del periodo di permanenza nel grado per il conferimento della qualifica, i Luogotenenti con decorrenza dal 2 al 6 gennaio 2020 (ex PM 2013, 2014, 2015, 2016, 2017) si troveranno a subire ancora una volta tutti i limiti e la superficialità di quanti hanno scritto il provvedimento normativo.

Infatti, detti colleghi, promossi Luogotenenti in applicazione dell’art. 2251-ter, comma 3-septies, lettere b), c), d), e) ed f) del C.O.M., risultano esclusi dall’inserimento nell’aliquota di valutazione per il conferimento della qualifica apicale al 31 dicembre dell’anno precedente (art 2251-quater, comma 2-bis) previsto (e grazie al quale nel 2021 hanno indossato il grado di 1lgt) per i Luogotenenti con decorrenza 1 gennaio (ex PM 2012), con l'assurda e insensata conseguenza che rivestiranno la qualifica apicale con un ulteriore anno di ritardo.

Nello scrivere la norma in questione è stata prevista (in deroga all’art.1323, comma 1) la formazione delle aliquote (art 2251-quater, comma 2-bis) al 31 dicembre dell’anno precedente, ma solo per coloro che maturano i requisiti al primo gennaio e non si è considerato (ammesso che non vi sia stato dolo) tutti coloro i quali matureranno il requisito dal 2 gennaio e nei successivi giorni.

Un’assurda discriminazione che comporterà, per questi ultimi, l’inserimento nelle aliquote al 31 dicembre successivo alla maturazione dei requisiti; da ciò il ritardo di un anno.

Il ruolo Marescialli, già stravolto e avvilito negli anni da una serie di Riordini (disordini), subisce l'ennesimo torto. Colleghi che hanno visto la carriera nelle sabbie mobili e che nel "Correttivo" avrebbero dovuto trovare ristoro, si vedono ancora una volta al palo. Anzi, alcuni andranno in pensione senza vedere il grado, pur avendone maturato i requisiti, atteso che l'anno di ritardo, di cui parliamo, si sommerà ai tempi notoriamente lunghi con cui l'amministrazione porta a termine la procedura di avanzamento.

Chiediamo, pertanto, alla politica una forte assunzione di responsabilità nel correggere questo ennesimo pasticcio, mediante un intervento rapido che garantisca la chiusura delle aliquote per tutti gli scaglioni al 31 dicembre dell’anno precedente il raggiungimento del periodo minimo di permanenza nel grado.

Parimenti, l’Amministrazione provveda a snellire le procedure di avanzamento, così come accaduto nel 2017 in occasione del conferimento delle qualifiche speciali al ruolo Graduati, Sergenti e Luogotenenti.

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