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PROSEGUONO LE VACCINAZIONI COVID IN AM: CONTINUANO LE VIOLAZIONI DELLA PRIVACY

01-04-2021

Prosegue la campagna vaccinazioni presso i reparti dell’Aeronautica Militare e, purtroppo, constatiamo che continuano a pervenire al SIAM segnalazioni di casi di mancato rispetto della normativa in tema di privacy da parte di diversi Comandi.

Risulta infatti che in alcuni Reparti AM, quanti non intendano vaccinarsi sono tenuti a sottoscrivere un modulo nel quale dichiarano di essere consapevoli delle conseguenze a cui incorreranno.
Peccato che quali siano esattamente queste conseguenze non sia dato saperlo. Sono di carattere sanitario, operativo o disciplinare? Praticamente una cambiale in bianco!
 
Non bastasse, gravi dubbi sussistono anche sulla procedura con cui questa comunicazione viene gestita.
Alcuni enti, come ad esempio il 36° Stormo, convocano in infermeria anche il personale che non intende vaccinarsi ed in quella circostanza richiedono la compilazione del modulo predetto. Ci domandiamo, in proposito, a che cosa serva tale procedura se non ad esercitare una forma di pressione sugli interessati, influenzando in tal modo il loro diritto ad una libera scelta, costituzionalmente garantito. 
 
Altrove, come al R.E.S.I.A., accade anche di peggio, dato che i moduli debitamente firmati da quanti non desiderano vaccinarsi devono essere inviati dagli stessi direttamente al locale Servizio di Prevenzione e Protezione!
Oppure, come avviene in molti altri enti, tutta la documentazione inerente al personale che intenda o meno vaccinarsi viene affidata alla gestione delle varie segreterie.
 
Tutto questo in spregio a quanto previsto dal garante della privacy, il quale ribadisce che:
 
1. Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione? 
NO. Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l‘avvenuta vaccinazione anti Covid-19. Ciò non è consentito dalle disposizioni dell’emergenza e dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il datore di lavoro non può considerare lecito il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo (considerando 43 del Regolamento).
 
2. Il datore di lavoro può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati? 
NO. Il medico competente non può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati. Solo il medico competente può infatti trattare i dati sanitari dei lavoratori e tra questi, se del caso, le informazioni relative alla vaccinazione, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in sede di verifica dell’idoneità alla mansione specifica (artt. 25, 39, comma 5, e 41, comma 4, d.lgs. n. 81/2008). 
Il datore di lavoro può invece acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati (es. art. 18 comma 1, lett. c), g) e bb) d.lgs. n. 81/2008).
 
 
Queste indicazioni del Garante che, citiamo per l’ennesima volta, dovrebbero essere patrimonio acquisito da tutti i comandanti. Ma evidentemente così non è, inspiegabilmente. 
Considerato che anche lo stesso Stato Maggiore Difesa nel corso di un incontro con il Cocer Interforze, tenutosi il 4 marzo scorso, ha ribadito che: “solo il medico competente, (…) può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell’idoneità alla mansione specifica”.”
 
Crediamo sia opportuna l’emanazione di una direttiva chiara da parte dello S.M.A. con linee guida univoche per tutti i reparti, a garanzia dei diritti di tutto il personale.
Personale che invitiamo a rivolgersi a noi del SIAM per assisterli in questa ed altre problematiche.

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