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IL CONGEDO PARENTALE PER COVID-19 È ORMAI PIÙ UN LUSSO CHE UN DIRITTO. IL SIAM SPIEGA COME E QUANDO PRENDERLO.

02-02-2022

Il congedo parentale per Covid-19 per il personale con i figli in quarantena o dad è stato prorogato fino al 31 marzo 2022. E' quanto si legge nel Decreto Legge 24 dicembre 2021, n. 221. Nello specifico, l'astensione dal lavoro è prevista per il genitore con figlio/a convivente:
- per il periodo (totale o parziale) di quarantena/isolamento del figlio disposta con provvedimento o comunicazione del Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente;
- per sospensione dell'attività didattica o educativa in presenza disposta con provvedimento adottato a livello nazionale, locale o dalle singole strutture scolastiche;
-in caso di disabilità accertata, per chiusura del centro diurno assistenziale.
Quando riconosciuto, il congedo è retribuito con un'indennità pari al 50% se il minore ha un'età inferiore ai quattordici anni, non spetta invece alcuna corresponsione né contribuzione figurativa se il minore ha tra i quattordici e i sedici anni. Solo in caso di disabilita' grave certificata del ragazzo/a, ai sensi della legge 104/92, si prescinde dal requisito anagrafico.
Il SIAM, da sempre attento portavoce delle problematiche rappresentate dai propri tesserati, evidenzia le difficoltà che i genitori militari si trovano a fronteggiare in questo periodo di pandemia, senza ricevere l'auspicato sostegno da parte dello Stato.
Col significativo aumento dei contagi da Covid-19 in età pediatrica e il conseguente diffuso ricorso alla DAD per tante classi scolastiche, molti genitori militari si trovano in grave difficoltà nell'organizzare e conciliare la vita scolastica on line dei figli con la propria vita lavorativa, il che comporta soprattutto sentimenti di disagio emotivo che possono avere riflessi non solo sull'intero nucleo familiare ma anche in termini di rendimento professionale.
Il Ministero della Difesa si professa sempre attento e pronto a tutelare la genitorialità dei suoi dipendenti eppure, proprio in questo delicato momento storico in cui sarebbero necessarie particolari misure a sostegno della famiglia, resta sordo e indifferente dinanzi alle richieste di supporto del personale con prole! Infatti, incapace nel trovare soluzioni alternative al congedo parentale, non lascia altra scelta che assentarsi dal lavoro rinunciando a metà del proprio stipendio per potersi occupare dei figli costretti in quarantena o DAD.
Il SIAM chiede il riconoscimento di misure eccezionali di tutela per i militari genitori e i loro figli, da individuare nell'ambito degli istituti straordinari previsti in seno al comparto difesa o mediante una modifica legislativa che ripristini l'impiego dello smart working, istituto che assicurerebbe la continuità lavorativa del militare e al contempo la sua presenza al fianco del minore, o la licenza straordinaria non computabile.
In periodo di emergenza COVID-19 le Istituzioni praticano il sostegno alla genitorialità con le belle parole; il SIAM chiede invece misure concrete, non discrezionali e più vicine alle reali esigenze dei militari e delle loro famiglie!

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