FESI 2025: pagamento solo al 90%. Il SIAM svela cosa sta accadendo
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Il SIAM – Sindacato Aeronautica Militare informa il personale che il pagamento del FESI “2026”, riferito all’anno contabile 2025, è previsto nel prossimo mese di luglio. Si tratta di una voce economica particolarmente attesa dal personale militare.
Per consentire a tutto il personale di avere un quadro più chiaro, il SIAM pubblica tre prospetti riepilogativi: la Tabella 1, relativa al personale non in servizio presso Enti di Vertice; la Tabella 2, relativa al personale in servizio presso Enti di Vertice; la Tabella 3, che riporta un raffronto tra gli importi del precedente FESI e quelli del FESI 2025 in pagamento nel 2026.
Un incremento concreto rispetto al precedente FESI
Dall’analisi della Tabella 3 emerge un dato chiaro: nella fascia massima, cioè quella con oltre 200 giorni di presenza, è previsto – partendo dall’importo Base – un aumento di oltre il 9% degli importi medi.
Questo conferma la bontà del nuovo impianto FESI adottato già a partire dalla contrattazione di secondo Livello del 2025, con un costante incremento sull’importo Base a garanzia di tutto il personale con una presenza minima di 140 giornate.
Per il personale non in servizio presso Enti di Vertice, l’incremento è generalmente pari al +9,66% per la gran parte dei gradi. Alcuni esempi rendono meglio la portata del miglioramento:
• il Capitano passa da 1.297,83 euro a 1.423,22 euro, con un incremento di 125,39 euro lordi;
• il Primo Luogotenente passa da 1.343,36 euro a 1.473,15 euro, con un incremento di 129,79 euro lordi;
• il Primo Maresciallo passa da 1.076,21 euro a 1.180,19 euro, con un incremento di 103,98 euro lordi;
• il Maresciallo di 2^ Classe passa da 1.031,61 euro a 1.131,27 euro, con un incremento di 99,66 euro lordi;
• il Sergente passa da 990,47 euro a 1.086,16 euro, con un incremento di 95,69 euro lordi;
• il Graduato Aiutante passa da 1.195,45 euro a 1.310,96 euro, con un incremento di 115,51 euro lordi;
• l’Av. Capo passa da 982,57 euro a 1.077,50 euro, con un incremento di 94,93 euro lordi.
Le fasce di presenza: il meccanismo che determina l’importo
Le tabelle pubblicate dal SIAM consentono anche di comprendere come si sviluppa l’importo in base alle giornate utili maturate.
Il sistema prevede una riduzione del 25% per chi ha maturato da 70 a 139 presenze, e maggiorazioni progressive per chi ha garantito una maggiore continuità di impiego:
• +5% da 140 a 154 presenze; • +10% da 155 a 169 presenze;
• +20% da 170 a 184 presenze;
• +30% da 185 a 199 presenze;
• +38% da 200 presenze in poi.
Sotto le 70 presenze non matura il diritto al compenso. Questo conferma che il criterio centrale resta quello della presenza effettiva e della continuità di impiego, con una progressione significativa per il personale che ha garantito il maggior numero di giornate utili.
Maggiorazioni per qualifiche, gradi apicali e anzianità
Le tabelle evidenziano anche le maggiorazioni riconosciute ad alcune qualifiche e posizioni.
Per il personale con qualifiche e gradi apicali sono previsti incrementi specifici. Ad esempio:
• per il Capitano viene indicata una maggiorazione di 157,32 euro lordi;
• per il Primo Luogotenente una maggiorazione di 162,84 euro lordi;
• per il Sergente Maggiore Aiutante una maggiorazione di 150,00 euro lordi;
• per il Graduato Aiutante una maggiorazione di 144,91 euro lordi.
Sono inoltre riportate maggiorazioni fisse per alcune posizioni:
• 26,00 euro lordi per il Luogotenente;
• 22,00 euro lordi per il Sergente Maggiore Capo;
• 18,00 euro lordi per il Graduato con almeno 17 anni di servizio.
Si tratta di elementi che incidono sul calcolo finale e che vanno analizzati insieme alla fascia di presenza maturata.
Importi lordi e tassazione
È importante precisare che gli importi riportati nelle tabelle sono lordi. Come indicato nelle note dei prospetti, gli importi sono al lordo della Ritenuta Assistenziale e Previdenziale (R.A.P.) e dell’IRPEF applicata secondo aliquota media in tassazione separata.
Il netto effettivo può quindi variare in base alla posizione fiscale individuale.
Il valore del lavoro sindacale
Per il SIAM il FESI 2026 (anno contabile 2025) rappresenta un risultato da leggere in continuità con il lavoro svolto negli anni precedenti per rendere il sistema più equo, più trasparente e più aderente alla reale efficienza garantita dal personale.
Rispetto al precedente FESI, il FESI 2026 (anno contabile 2025) presenta alcuni elementi di miglioramento che meritano di essere evidenziati:
• incremento generalizzato degli importi lordi, che nella fascia massima (quella con oltre 200 giorni di presenze) registra mediamente – per gran parte dei gradi – oltre il +9% rispetto al precedente FESI;
• valorizzazione del personale turnista impiegato nei servizi continuativi H24, per il quale viene riconosciuta una giornata utile ogni sette ore di servizio effettivamente prestato;
• valorizzazione delle assenze per terapie salvavita, con un importante segnale di attenzione verso il personale che affronta condizioni di salute particolarmente delicate, evitando che situazioni già gravose possano tradursi anche in una penalizzazione economica;
• conferma della valorizzazione delle giornate di effettiva presenza, con maggiorazioni progressive fino al +38% per chi supera le 200 giornate utili; • riconoscimento e consolidamento delle maggiorazioni per qualifiche apicali, particolari posizioni e anzianità di servizio, con possibilità di cumulo nei casi previsti;
• maggiore trasparenza del sistema di calcolo, grazie a tabelle che consentono al personale di verificare in modo immediato l’importo teoricamente spettante in funzione del grado, delle presenze e delle eventuali maggiorazioni.
Si tratta di miglioramenti concreti che, pur non risolvendo tutte le criticità economiche del comparto Difesa, rappresentano un passo in avanti rispetto al passato e confermano la necessità di continuare a lavorare per una sempre maggiore valorizzazione del personale militare.
Tuttavia, il 17 giugno scorso il SIAM ha appreso che la quota aggiuntiva di 16,67 milioni di euro destinata al FESI – risorse già stanziate dalla Legge di Bilancio 2025 e derivanti dal D.P.R. n. 52/2025 – non è stata ancora svincolata e, conseguentemente, non è mai confluita sui pertinenti capitoli di bilancio del Ministero della Difesa.
Questa situazione di stallo amministrativo rischia di determinare la corresponsione del FESI in due tranche distinte. Per tale ragione, il SIAM, congiuntamente al SIM Marina, ha immediatamente trasmesso una formale richiesta di chiarimenti ai Ministri della Difesa, dell’Economia e delle Finanze e della Pubblica Amministrazione, al fine di ottenere precise indicazioni sui tempi e sulle modalità di pagamento delle somme spettanti al personale militare.
Purtroppo, oggi apprendiamo che quanto da noi denunciato ha trovato conferma nelle comunicazioni diffuse dal CUSI, il quale ha informato il personale militare non dirigente che le risorse incrementali del FESI previste dalla Legge di Bilancio, pari a circa il 10% dell’importo complessivo, non sono ancora state rese disponibili.
Di conseguenza, nelle more della finalizzazione e dell’assegnazione delle predette risorse, che saranno corrisposte non appena disponibili, si procederà al pagamento di una prima tranche pari al 90% dell’importo spettante.
Allo stato attuale, il primo pagamento del FESI, corrispondente al 90% della somma dovuta, dovrebbe essere liquidato tramite cedolino NoiPA con emissione speciale entro il prossimo mese di luglio. Restano invece forti incertezze sulla corresponsione della restante quota del 10%, rispetto alla quale non risultano ancora definiti né i tempi, né le modalità di pagamento.
Il SIAM continuerà a vigilare con la massima attenzione affinché il personale militare riceva integralmente quanto dovuto nel più breve tempo possibile, affinché i criteri di attribuzione siano applicati in modo corretto e uniforme e, soprattutto, affinché venga finalmente fornita una data certa per il pagamento dell’intera spettanza economica.
In solitaria, il SIM Marina e il SIAM – Sindacato Aeronautica Militare sono state le uniche organizzazioni sindacali che, sin dai primi giorni, hanno denunciato pubblicamente quanto stava accadendo, trasmettendo specifiche comunicazioni al Gabinetto del Ministro della Difesa, al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro per la Pubblica Amministrazione.
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Mentre noi abbiamo scelto di agire immediatamente, assumendoci la responsabilità di portare il problema all’attenzione delle Istituzioni competenti, altre sigle hanno preferito rimanere in silenzio. Ognuno risponde delle proprie azioni, ma anche delle proprie mancate azioni. Per quanto ci riguarda, continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: segnalare i problemi, pretendere risposte e tutelare concretamente gli interessi del personale militare. Fai sentire anche tu la tua voce, iscriviti al SIAM, forti insieme |