Milano-Cortina 2026: alloggi inaccettabili per il personale militare impiegato

A distanza di alcuni giorni dalla cerimonia conclusiva delle Olimpiadi invernali Milano–Cortina 2026, continuano a pervenire alla nostra Organizzazione sindacale numerose segnalazioni da parte di molti iscritti in merito alle pessime condizioni logistiche nelle quali è stato costretto ad alloggiare il personale militare impiegato nell’assolvimento di compiti istituzionali particolarmente delicati.

Ad esempio, il personale dell’Aeronautica Militare accasermato presso il 2° Reggimento Guastatori di Trento e presso la Caserma Logistica “Tempesti” di Corvara (BZ), nell’ambito delle attività di supporto non operative per le predette Olimpiadi, sta operando in regime di aggregazione completa, con fase esecutiva prevista fino a metà marzo e disponibilità operativa anche con preavviso riducibile a 24 ore. Le ore eccedenti l’orario di servizio saranno riconosciute come lavoro straordinario (CLS) nella misura massima di 55 ore complessive per l’intera esigenza. Un quadro operativo importante, che richiede professionalità, flessibilità e spirito di servizio.

Il SIAM, già in precedenza (clicca qui), aveva rappresentato ai Vertici della Forza Armata la preventiva e concreta necessità di tutelare il personale dell’A.M. impiegato in tale delicato contesto lavorativo.

Tuttavia, le immediate e concrete garanzie – che avevamo richiesto – volte a tutelare il personale impiegato nel dispositivo di sicurezza e supporto dell’evento, si sono rivelate vacue ed inefficaci.

La triste realtà, infatti, testimonia una condizione alloggiativa per il personale A.M. gestita con soluzioni improvvisate e, in taluni casi, di reale emergenza. Una realtà in cui spiccano condizioni igienico-sanitarie inidonee:

  • con servizi igienici altamente deficitari (si pensi a bagni ad uso promiscuo con lavatoio collegato tramite raccordi di fortuna come tubi da giardino) inadeguati a garantire i requisiti minimi di igiene personale;
  • alloggi, che dovrebbero assicurare il recupero psico-fisico individuale, particolarmente angusti, senza un servizio di riassetto camere, che ospitano contemporaneamente fino a 6 persone e che presentano estese tracce di muffa sia sulle pareti che sul soffitto;
  • assenza di regolare pulizia degli ambienti;
  • smaltimento di rifiuti a carico del personale;
  • acquisto a proprie spese di materiale igienico-sanitario;
  • impossibilità di utilizzare lavatrice e asciugatrice presenti in struttura;
  • servizio liscivatura limitato e con cadenza quindicinale;
  • limitazioni nell’utilizzo degli spazi comuni destinati al relax.

Il tutto fa da cornice ad una condizione generale in cui gli alloggi sembrano piuttosto cantieri aperti (con pavimenti sporchi, presenza di ponteggi metallici nei corridoi e, addirittura, con aree delimitate da nastro segnaletico bicolore) rappresentando un costante rischio per l'incolumità fisica del personale durante gli spostamenti interni.

Se a ciò si aggiungono anche i chilometri di percorrenza e le ore di viaggio necessarie per raggiungere la sede ove prestare tale servizio, si comprende appieno come l’accoglienza o, se vogliamo, il “benvenuto” alle Olimpiadi invernali 2026 per il predetto personale non sia stato assolutamente “caloroso”.

Quanto descritto si riverbera, a cascata, sulla impossibilità di garantire al personale coinvolto in tale attività professionale il reale recupero psico-fisico in un ambiente sicuro e salubre, oltre che decoroso e dignitoso.

Quando si opera in un contesto lavorativo lontano dalla propria sede ordinaria, in regime di aggregazione completa e con disponibilità operativa prolungata, il recupero psicofisico è parte integrante dell’efficienza del dispositivo. Gli spazi comuni, le aree di decompressione e i servizi logistici essenziali rappresentano elementi di equilibrio organizzativo, soprattutto in un contesto di impiego prolungato e ad alta visibilità internazionale.

Per questo motivo, il SIAM ha formalmente scritto ai Vertici dello SMA chiedendo chiarimenti sugli standard logistici previsti e sulla possibilità di garantire condizioni di impiego coerenti con la durata e l’intensità dei compiti istituzionali da assolvere. In aggiunta, è stato richiesto che, per il futuro, venga riservata la dovuta attenzione alle segnalazioni provenienti da questa Organizzazione Sindacale, attivandosi con la massima tempestività per ripristinare e garantire il rispetto degli standard minimi di salute, sicurezza e dignità nei luoghi di lavoro, a tutela del personale impiegato in attività istituzionali particolarmente delicate e di rilevante responsabilità.

Milano-Cortina ha rappresentato una vetrina internazionale per il sistema Paese nel suo complesso e per le Forze Armate in particolare. Il personale sta facendo la propria parte con professionalità e senso del dovere. È doveroso che anche le condizioni di permanenza in tale contesto operativo siano all’altezza dell’impegno richiesto.

Il SIAM continuerà a vigilare affinché dignità, rispetto e sostenibilità dell’impiego siano sempre garantiti.

Il personale militare, oltre che condizioni di lavoro dignitose e decorose, merita rispetto!

Anche tu, se ritieni che il personale meriti tutele e rispetto, unisciti a noi!
SIAM, Forti Insieme

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