EMERGENZA CALDO A PERSOMIL: CONDIZIONATORI ROTTI MA C’È DELL’ ALTRO.

📋 Punti Chiave

Il SIAM segnala le condizioni di lavoro insalubri a Palazzo Messe a Roma, sede di PersoMil, dovute alla rottura dell'impianto di condizionamento. L'Amministrazione ha adottato provvedimenti divergenti, autorizzando lo smart working per il personale civile e prospettando ai soli militari riduzioni di orario con obbligo di recupero.
Il SIAM chiede la riparazione immediata dell'impianto centralizzato e la verifica dell'obbligo di recupero orario, che penalizza pesantemente il personale militare.


❌ Insufficiente

Emergenza caldo

La rottura dell'impianto di condizionamento a Palazzo Messe (Roma), sede della Direzione Generale per il Personale Militare (PersoMil), ha determinato condizioni di lavoro insalubri.

❌ Insufficiente

Misure divergenti

L'Amministrazione ha concesso lo smart working al personale civile mentre ha escluso i militari da tale tutela.

❌ Insufficiente

Recupero orario forzato

Per il personale militare è stato disposto l'anticipo dell'orario di servizio (con ingresso alle 07:00 e uscita alle 12:00) ma con l'obbligo di dover successivamente recuperare le ore non lavorate. 


⏳ In trattazione

Tutela del personale

La variabilità dell'orario, ora ridotto ed in futuro "allungato" a causa della necessità di recuperare, aggrava la situazione del personale già oggi costretto a fronteggiare il caro carburante.

Il SIAM ha denunciato all'Amministrazione le condizioni di lavoro insalubri e le successive misure mitigatrici discriminatorie che si stanno registrando a Palazzo Messe a Roma, sede della Direzione Generale per il Personale Militare (PersoMil), in seguito alla rottura dell’impianto di condizionamento.

Di fronte a questa emergenza, l’Amministrazione ha adottato due provvedimenti profondamente divergenti. Per il personale civile è stata giustamente autorizzata la possibilità di svolgere la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile (smart working), in deroga agli accordi individuali.

Per il personale militare, invece, è stato disposto, come unica misura di mitigazione del rischio, l'anticipo dell'orario di servizio (con ingresso alle 07:00 e uscita alle 12:00).

La vera e propria beffa, tuttavia, risiede nell'obbligo imposto ai colleghi di dover successivamente recuperare le ore non lavorate. Si tratta di una decisione inaccettabile: i lavoratori in divisa vengono costretti a recuperare ore non per propria scelta o esigenza personale, ma per sopperire a un guasto infrastrutturale imputabile esclusivamente alla mancata manutenzione da parte dell'Amministrazione.

La richiesta è semplice: procedere all' immediata riparazione dell'impianto di climatizzazione centralizzato e verificare l’ opportunità dell' obbligo di recupero orario imposto ai soli militari a seguito della rimodulazione dei turni, una misura che penalizza il personale militare già colpito dal caro carburante e che svela la persistente resistenza dell'Amministrazione verso l'adozione strutturale dello smart working e di tutele paritetiche tra la componente civile e quella in divisa.

Questa disparità si inserisce in un quadro di generale e persistente penalizzazione che il SIAM combatte da tempo. Recentemente, siamo intervenuti per chiedere la rimodulazione dell'orario di servizio e l'attivazione immediata dello smart working per tutti i ruoli amministrativi compatibili, come strumento fondamentale per mitigare il drammatico impatto del caro carburante sui bilanci delle famiglie dei militari pendolari.

Come emerge dalla risposta di pochi giorni fa, (clicca qui), lo Stato Maggiore Difesa e lo Stato Maggiore Aeronautica si sono trincerati dietro a lungaggini burocratiche e all'assenza di accordi integrativi per rinviare l'attivazione del lavoro agile (che ribadiamo non risulta essere “normato” ma nemmeno vietato).

Oggi, il caso di Palazzo Messe dimostra che quando l'Amministrazione è costretta a rimodulare l'orario a causa delle proprie inefficienze tecnologiche, non solo nega lo smart working ai militari, ma scarica sulle loro spalle e sulle loro tasche il costo del recupero orario. Per un militare pendolare, dover prolungare l’orario per "recuperare" ore perse a causa di un condizionatore rotto significa consumare ulteriore carburante, affrontare ulteriori tragitti sotto il sole e subire un intollerabile aggravio economico e di stress lavoro-correlato.

Ancora una volta il SIAM ribadisce che la specificità del ruolo militare non può in alcun modo tradursi in una riduzione dei diritti alla salute, alla dignità e alla parità di trattamento di fronte a un'emergenza comune. La salute e il bilancio delle famiglie dei lavoratori non possono pagare il prezzo dell'inefficienza logistica della Difesa.

⚖️ LA TUA SALUTE NON È UN ELEMENTO DI SECONDO PIANO. Non è tollerabile che l'Amministrazione utilizzi le differenze di status ordinamentale per negare flessibilità e smart working a chi indossa una divisa, scaricando sui militari l'onere orario ed economico dei propri guasti infrastrutturali. Il SIAM lotta ogni giorno per scardinare queste disparità, esigendo tutele concrete contro il carovita e ambienti di lavoro salubri e dignitosi.
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