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📋 Punti Chiave Il SIAM interviene contro la prassi di decurtare i giorni di "Rest and Recuperation (R&R)" dal monte dei riposi domenicali accumulati in missione. Per questo motivo è stato chiesto allo Stato Maggiore della Difesa di chiarire l'applicazione di questi due diritti nel rispetto delle direttive e a tutela di tutto il personale. |
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Eroi quando si tratta di partire per i teatri operativi internazionali, numeri da tagliare quando si tratta di riconoscere i diritti.
Il SIAM ha richiesto allo Stato Maggiore della Difesa la revisione di una prassi amministrativa inaccettabile che penalizza pesantemente il personale impiegato nelle operazioni fuori dai confini nazionali (OFCN).
Parliamo della decurtazione sistematica dei giorni di "Rest and Recuperation" (R&R) dal monte totale delle domeniche maturate in missione e spettanti come riposo al rientro in Patria.
L'Amministrazione continua a sovrapporre infatti due istituti giuridici che hanno finalità totalmente diverse.
Il Rest and Recuperation nasce per garantire il recupero psicofisico dallo stress in aree di crisi ad alto rischio durante l'impiego in OFCN. Il recupero delle domeniche, invece, è un diritto contrattuale nazionale che compensa il lavoro svolto in giornate festive.
Fondere le due cose significa, di fatto, far pagare al militare il proprio diritto al recupero.
Qui il paradosso: si viene penalizzati per aver lavorato di più! La beffa infatti raggiunge l'apice quando l'Amministrazione arriva a decurtare dal monte domeniche persino i giorni di R&R non fruiti. Questo perché molto spesso, per imperative esigenze di sicurezza o carenze logistiche in teatro, ma anche per non sobbarcarsi ingenti spese di viaggio, il militare non può allontanarsi dalla base ed avere la possibilità di effettuare una ripresa mentale, emotiva e fisica. La ricompensa per questo ulteriore sacrificio? Vedersi sottrarre quei giorni mai goduti dai riposi spettanti al rientro in Italia. Una doppia penalizzazione inaccettabile.
Questa gestione al risparmio sulla pelle del personale operativo è l'esatto specchio di ciò che si è visto ai tavoli della Funzione Pubblica per il rinnovo contrattuale 2025-2027.
Il Governo e la Difesa esigono dal personale massima prontezza, impieghi in zone di guerra e flessibilità totale, ma in cambio hanno offerto un "bluff" economico di appena 100 euro netti, zero tutele normative e una previdenza dedicata ridotta a un'elemosina di 20 milioni di euro.
Il SIAM ha detto NO alla firma del contratto proprio per fermare questa logica: non si può chiedere tutto a chi indossa la divisa e restituire solo briciole e tagli ai riposi. Allo stesso modo le sigle firmatarie si sono assunte la responsabilità di chiudere un tavolo contrattuale dove, anche in assenza di risorse finanziarie si sarebbe potuto procedere ad una più completa ed esaustiva trattazione della parte normativa, limitandosi ad accettare le poche concessioni a beneficio di una ridotta platea.
Il SIAM proprio per questo intende essere sempre più incisivo nelle sue azioni, a tutela di TUTTO il personale e a marcare la netta differenza che ci distingue da altre sigle. Per questo oggi è necessario non delegare il tuo futuro a chi è disposto a firmare accordi al ribasso.
Il SIAM non si accontenta e non abbassa la testa, né sui diritti operativi in missione, né ai tavoli contrattuali.
Scegli la coerenza, scegli i fatti. Iscriviti oggi al SIAM.