Dal successo sulle sedi disagiate all’avvio dei tavoli tecnici di luglio: il SIAM incassa le prime aperture ma avverte: «Non ci bastano le promesse, il 18 giugno saremo in piazza per il contratto».
Si è tenuto il 4 giugno un atteso incontro tra i vertici del SIAM e il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, il Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva.
La delegazione sindacale – guidata dal Segretario Generale Nazionale Alfio Messina, insieme ai Segretari Nazionali Antonsergio Belfiori e Alessandro Maccagnano – ha portato sul tavolo dell'Amministrazione i dossier aperti lo scorso 11 maggio: questioni concrete che impattano quotidianamente sulla vita professionale, economica e familiare del personale in divisa.
L'azione determinata del SIAM ha già prodotto un primo e importante risultato tangibile: a seguito delle segnalazioni del sindacato, l’Amministrazione ha modificato la circolare sulle sedi disagiate, disponendo la riapertura dei termini per le domande di trasferimento a favore del personale delle neonate Direzioni di Intendenza (DINT), inizialmente rimasto escluso.
Sul fronte delle relazioni sindacali, il Generale Conserva ha accolto la richiesta del SIAM di individuare una figura stabile di interlocuzione, istituendo un canale diretto e permanente con i vertici della Forza Armata per superare le lungaggini burocratiche.
Durante il confronto, lo Stato Maggiore ha fornito riscontri su diversi punti caldi:
- turni H24 e orari: con la direttiva SMA-ORD-011 viene previsto il ritorno automatico ai turni H24 nei periodi estivi e natalizi per garantire flessibilità, con possibilità di estensione su richiesta dei Comandanti di Corpo;
- emergenza alloggiativa: è stato illustrato un piano straordinario che prevede la revisione dei criteri di assegnazione ASI/AST, un piano finanziario dedicato ai ripristini e la costruzione di nuovi alloggi con standard moderni;
- concorsi interni e Sanità: lo Stato Maggiore ha annunciato uno studio a medio termine sui fabbisogni organici della Forza Armata e ha illustrato il progetto di un Servizio Sanitario Nazionale Militare unico interforze.
Restano ancora in fase di trattazione numerose tematiche centrali, per le quali il Capo di SMA ha decretato l'avvio di tavoli tecnici strutturati a partire dal mese di luglio 2026.
Tra queste spiccano l'adeguamento delle diarie di missione, il blocco della decurtazione dei 30 minuti sulla pausa pasto, la gestione dello smart working e le tutele per il personale giovane (VFI/VFT), oggi penalizzato sul piano economico e del welfare.
Sotto la lente del sindacato anche la "Posizione FENO" (allievi piloti inviati in missione senza emolumenti) e la situazione dei frequentatori di Viterbo.
È indispensabile passare da un confronto episodico a un modello di relazioni sindacali stabile, costante ed efficace.
Il personale non può più accontentarsi di aperture teoriche. Servono atti concreti e tavoli tecnici reali.
Il SIAM eserciterà una pressione costante: la tutela della famiglia, della salute e della dignità del personale deve diventare parte integrante delle politiche d’impiego, non una concessione residuale. Il sindacato deve poter vivere nei Reparti, incontrare i colleghi e svolgere assemblee.
Il SIAM ha chiesto con fermezza la messa a disposizione gratuita di sale e spazi dell'Amministrazione alle sigle sindacali. È un diritto del personale, non un favore.
Il SIAM ha infine colto l'occasione per annunciare formalmente ai vertici della Forza Armata che il prossimo 18 giugno scenderà in piazza per manifestare davanti al Governo. Le attuali proposte per il rinnovo contrattuale del Comparto Difesa e Sicurezza sono state giudicate del tutto insufficienti a fronte dell'aumento del costo della vita.
Chi serve lo Stato lontano da casa non può continuare a rimetterci di tasca propria o ad aspettare tempi biblici per la liquidazione dei fogli di viaggio. Il personale in divisa va rispettato con riforme e stanziamenti economici dignitosi, non solo ringraziato nelle ricorrenze istituzionali.