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📋 Punti Chiave Da oggi il servizio di ristorazione del sedime di Viterbo riprende a colazione, pranzo e cena, con attrezzature nuove e dopo un intervento di rinnovamento infrastrutturale. Nella stessa giornata viene incorporato il 29° Corso Normale Marescialli: trecento ragazze e ragazzi ai quali il SIAM rivolge il proprio augurio. Accogliamo la notizia con soddisfazione e con la cautela che impone il giudizio sui fatti. Restano però aperte le altre questioni che abbiamo posto per iscritto: pausa pranzo decurtata ai turnisti in postazione, fogli di viaggio non liquidati, distribuzione dei buoni pasto, interventi sugli alloggi completati solo in parte. |
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Questa mattina il sedime di Viterbo è stato teatro di due importanti novità. La mensa ha riaperto a tutto il personale dopo quasi otto mesi di sospensione e trecento ragazze e ragazzi del 29° Corso Normale Marescialli varcano il cancello per la prima volta con lo zaino in spalla e quel misto di orgoglio e timore che chiunque abbia indossato questa uniforme ricorda perfettamente.
A loro, prima di ogni altra considerazione, va il nostro augurio più sincero. Benvenuti. Il SIAM non può contarli tra i propri iscritti — la legge non lo consente agli allievi — ma li considera da sempre personale da tutelare e ascoltare: lo abbiamo fatto e continueremo a farlo.
Quello della mensa non era un problema inventato
Va detto oggi, nel giorno della riapertura della mensa, perché è il giorno in cui i fatti parlano da soli. Nei mesi scorsi qualcuno ha sostenuto che la sospensione del servizio fosse stata provocata da segnalazioni sindacali «avventate» e «prive di fondamento». C'è stato anche chi ha fatto riferimento alle nostre segnalazioni con una vignetta.
La risposta, oggi, la danno i fatti. Se fosse davvero bastata una segnalazione infondata a fermare un servizio, non sarebbero serviti mesi di lavori, un adeguamento strutturale e attrezzature nuove per riaprirlo.
Distinguiamo allora i meriti, come è giusto. Il merito dell'esecuzione è dei Comandi, che in questi mesi hanno lavorato con un impegno che abbiamo constatato di persona e che riconosciamo pubblicamente, senza riserve.
Il SIAM rivendica con orgoglio di aver portato tempestivamente all’attenzione dei Vertici della Forza Armata le criticità del sedime di Viterbo, formalizzando il 2 dicembre 2025 una circostanziata segnalazione sulle condizioni del vitto e degli alloggi, alla quale sono seguite ulteriori iniziative sindacali e istituzionali.
Ma segnalare, da solo, non basta mai. Il secondo merito che il SIAM rivendica — e lo rivendichiamo senza imbarazzo, perché è documentato — è di non esserci fermati alla denuncia del problema. Abbiamo portato la questione “VITERBO” fino al tavolo del Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica. E poi siamo tornati sul sedime, più volte e a distanza ravvicinata, per confrontarci direttamente con i Comandanti e con il personale: a luglio 2025 con una prima visita, il 4 marzo 2026 con il sopralluogo della delegazione nazionale, fino alla visita del 5 ottobre scorso.
Ogni volta i dirigenti del SIAM hanno verificato di persona lo stato dei lavori, raccolto le segnalazioni dei colleghi e rimesso sul tavolo ciò che restava da fare. Perché una segnalazione che non viene seguita nel tempo è destinata a essere archiviata, e perché la continuità — fatta di atti protocollati, di presenza fisica nei Reparti e di interlocuzione diretta con chi quei Reparti li comanda — è l'unica cosa che impedisce a un problema di essere dimenticato. È così che la vicenda della mensa di Viterbo è rimasta sul tavolo fino a oggi.
Una cronologia che resta agli atti
Il 7 aprile 2025, su impulso del SIAM, si è tenuto a Frosinone l'incontro ufficiale sul cronoprogramma della rilocazione del 72° Stormo: già allora avevamo rappresentato il rischio di sovraccarico delle infrastrutture di Viterbo. Il 17 luglio 2025 il SIAM ha esercitato il diritto di visita sul Il 2 dicembre 2025 è seguita la segnalazione per iscritto delle condizioni del vitto e degli alloggi, avvertendo espressamente che la situazione sarebbe peggiorata «alla luce del futuro incremento dei commensali con la transizione del personale del 72° Stormo su Viterbo».
La prima risposta, quella del 19 dicembre 2025, ha ricondotto tutto a «errate percezioni a carico dei commensali». Non ci siamo fermati. Il 6 febbraio 2026 l'Amministrazione ha messo nero su bianco che quantità e apporto calorico dei pasti dovevano essere incrementati, annunciando un nuovo contratto, trecentocinquanta nuovi posti letto e un nuovo polo didattico. Due risposte opposte alla stessa segnalazione, a sette settimane di distanza: la seconda ci dava ragione. Il 4 marzo 2026 una delegazione nazionale del SIAM ha effettuato un ulteriore sopralluogo sul sedime di Viterbo.
Il 4 giugno 2026 il SIAM ha inviato una PEC su buoni pasto e fogli di viaggio; il 21 luglio 2026, prima di ogni incontro successivamente rivendicato da altri, abbiamo chiesto pubblicamente e formalmente la sospensione del sacchetto viveri. Sono atti, non opinioni: hanno un numero di protocollo e una data.
La visita del 5 ottobre: impegno vero, risultati ancora parziali
Il 5 ottobre il SIAM è tornato sul sedime di Viterbo esercitando il diritto di visita e incontrando in assemblea una parte del personale. Abbiamo ascoltato i colleghi, verificato lo stato dei lavori e constatato un impegno dei Comandi interessati che riteniamo doveroso definire apprezzabile.
Quell'impegno, però, non si è ancora tradotto in una soluzione completa delle problematiche che avevamo sollevato. Restano aperti quattro fronti:
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Soddisfatti, non appagati
Il giudizio sulla mensa lo daremo dopo i primi giorni di effettivo funzionamento, sulla base di quello che ci diranno i colleghi e di quello che verificheremo di persona: qualità e quantità del vitto, tempi di attesa, capienza dei locali, sostenibilità del servizio con trecento allievi in più sul sedime.
Perché è bene ricordarlo: la riapertura di oggi coincide con l'incorporamento di un intero Corso. La struttura che riapre nasce già con un carico superiore a quello che l'ha vista chiudere. È esattamente lo scenario che avevamo rappresentato nel dicembre 2025. Ci auguriamo, sinceramente, che gli utenti siano soddisfatti e i problemi superati definitivamente.
Cosa continuiamo a chiedere
Il rispetto per le Istituzioni che serviamo impone di dirlo con fermezza. Chiediamo la distribuzione effettiva dei buoni pasto maturati e mai consegnati (anche al personale che ormai ha lasciato la Forza Armata); il numero esatto dei fogli di viaggio ancora inevasi e una data certa per la liquidazione dell'arretrato; la corretta applicazione dell'orario di servizio per il personale turnista in postazione; il completamento degli interventi sugli alloggi. Sono richieste formulate per iscritto che aspettano una risposta.
Rivendichiamo con orgoglio il lavoro svolto, ma sappiamo bene che il valore dell’azione sindacale si misura soprattutto nei risultati ottenuti per il personale. La riapertura della mensa rappresenta un passo importante, non la conclusione del nostro impegno. Continueremo ad andare nei Reparti, ad ascoltare i colleghi, a produrre atti formali e a chiedere risposte verificabili. Su tutto il personale di tutti i sedimi, e quando necessario anche sulle singole categorie.
Ai colleghi, diciamo chiaramente: non delegate la vostra tutela a chi non vi ascolta o non vi rappresenta con l'attenzione che meritate.
Adesso è il momento di scegliere la coerenza e i fatti: ISCRIVITI OGGI AL SIAM. SIAM FORTI INSIEME!