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📋 Punti Chiave Il SIAM ribadisce le ragioni del proprio NO all'accordo contrattuale, esaminando il documento di impegni del Governo privo di scadenze certe o misure già finanziate. Il testo propone solo tavoli futuri su previdenza e indennità operative, ma senza risorse reali o obblighi vincolanti, rischiando di rimandare a promesse generiche la reale tutela del potere d'acquisto dei militari |
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Abbiamo esaminato integralmente il documento con cui il Governo ha accompagnato la sottoscrizione del contratto, perché riteniamo giusto che il personale possa conoscere e valutare direttamente la reale portata degli impegni assunti.
Nel testo si prevede:
- l’apertura di un tavolo sulla previdenza;
- una futura verifica del potere d’acquisto delle retribuzioni;
- possibili modifiche alla normativa sui Sindacati militari;
- eventuali interventi sul sistema delle indennità operative;
- la ricerca di ulteriori risorse nella prossima Legge di Bilancio;
- l’avvio delle procedure per il rinnovo dell’area negoziale della dirigenza, dal grado di Maggiore in poi.
Il problema, tuttavia, è evidente: non siamo davanti a misure già finanziate, a scadenze certe o a obblighi giuridicamente vincolanti. Si parla soprattutto di tavoli da istituire, verifiche da svolgere, procedure da avviare e risorse ancora da reperire, spesso subordinate alla loro futura disponibilità.
Sulla previdenza non è stata prevista alcuna soluzione concreta. Non sono indicati finanziamenti, tempi di attuazione o risultati da raggiungere. È stato assunto l’impegno ad avviare un confronto, non quello di introdurre realmente una previdenza dedicata per il personale militare.
Desta inoltre forti perplessità la verifica prevista per luglio 2027, riservata alle sigle firmatarie, per accertare se gli aumenti contrattuali abbiano conservato il potere d’acquisto. L’inflazione e la perdita di valore reale degli stipendi sono dati già oggi misurabili. Una verifica priva di risorse preventivamente stanziate e di conseguenze automatiche rischia di trasformarsi nell’ennesimo confronto senza risultati concreti.
Per quanto riguarda le possibili modifiche alla normativa sui Sindacati militari, il tema avrebbe potuto e dovuto essere affrontato nell’ambito di questo contratto, attendendo poi l’adozione del decreto sulla Pubblica Amministrazione, prevista subito dopo l’estate. Chi ha scelto di firmare si è assunto una precisa responsabilità politica: procedere nonostante la contrarietà di oltre la metà delle sigle rappresentative del Comparto Difesa e della maggioranza del personale sindacalmente rappresentato. Le organizzazioni che non hanno sottoscritto l’accordo rappresentano, infatti, oltre il 60% della forza sindacale del Comparto Difesa. In sostanza, una minoranza di sigle, facendo massa insieme ai sindacati delle Forze di polizia, ha deciso di accelerare e di affidarsi a impegni futuri, anziché pretendere garanzie concrete e risultati immediatamente esigibili. Sono proprio quelle stesse sigle che, oggi, stanno ricevendo dal personale le critiche più dure per una decisione della quale dovranno assumersi fino in fondo la responsabilità.
Lo stesso dicasi per gli eventuali interventi sulle indennità operative. In assenza di fondi strutturali da destinare di quale EVENTUALE revisione si potrà discutere?
La ricerca di ulteriori risorse nella prossima Legge di Bilancio. Con la firma si è disinnescato l’unico strumento di discussione. Il contratto è firmato e varrà per il triennio 2025/2027. Qualunque altro intervento sarà marginale e residuale ed anche in questo caso chi ha firmato si prenderà la RESPONSABILITA’ di individuare i beneficiari, magari all’interno della platea che intende più tutelare… Noi chiediamo equità, non propagandiamo clientelismo!
E mentre per il personale “non dirigente” si rischia che questo contratto rimanga in piedi anche fino al 2030 (si, avete letto bene, nelle scorse tornate il contratto si è sempre chiuso con notevole ritardo, proprio perché la volontà di migliorare realmente le condizioni dei militari, da parte di chi li rappresenta con coscienza e libertà, ha tenuto le discussioni vive ed accese sino a quando non era possibile proseguire), il colpo di magia! Si inserisce all’interno di un contratto di settore (personale non dirigente) un impegno per un altro settore, diverso, che si basa su norme, benefici e procedure peculiari e ben definite. E’ stata questa la vera moneta di scambio per chi ha deciso di firmare questo contratto? Oppure è stata la volontà di escludere nuovamente da questo tavolo le sigle non gradite?
Il SIAM conosce bene le problematiche del Personale Dirigente ed è pronto a discuterle nelle sedi, sui tavoli al momento opportuno!
Il SIAM non ha firmato questo contratto ed il motivo è chiaro.
Non abbiamo voluto avallare un accordo fondato, per una parte rilevante, su impegni futuri, risorse ancora da reperire e risultati privi di garanzie. Chi ha scelto di sottoscrivere dovrà assumersi pienamente la responsabilità politica e sindacale di tale decisione e rispondere al personale qualora le promesse contenute nel documento non dovessero tradursi in fatti concreti.
La firma non può essere presentata oggi come un successo e domani giustificata sostenendo che le risorse erano insufficienti o che gli impegni del Governo non sono stati rispettati. Firmare significa approvare un accordo e assumersi la responsabilità delle sue conseguenze.
È proprio questa distanza tra promesse e garanzie, tra impegni programmatici e tutele immediatamente esigibili, che ha determinato la decisione del SIAM di non sottoscrivere il contratto.
Noi non abbiamo chiesto nuovi tavoli per discutere problemi già noti.
Abbiamo chiesto risorse certe, risposte concrete e tutele realmente finanziate.
Leggete integralmente i documenti e valutate direttamente ciò che è stato realmente garantito al personale militare. CLICCA QUI
IL POTERE È NELLE TUE MANI. Chi indossa una divisa merita risposte concrete e immediatamente esigibili, non promesse future subordinate a risorse ancora da trovare . Firmare un accordo basato su impegni non vincolanti significa rinunciare all'unico strumento di reale discussione a tutela delle famiglie.
Il SIAM sceglie la via della coerenza e dello studio normativo per pretendere garanzie reali .
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