Tar Veneto: il SIAM vince contro le valutazioni illegittime.

Il SIAM esprime profonda soddisfazione per la pubblicazione della sentenza n. 51/2026 del T.A.R. Veneto, che ha accolto integralmente il ricorso promosso a tutela di un proprio dirigente sindacale, in una vicenda caratterizzata da una singolare persistenza nell'errore da parte dell'Amministrazione.

La vicenda trae origine da una scheda valutativa in cui i revisori avevano declassato il giudizio del compilatore da "Eccellente" a "Superiore alla media" senza alcuna motivazione. Nonostante un primo ricorso gerarchico vinto e due successivi annullamenti in autotutela da parte dell'Amministrazione, quest’ultima aveva riproposto per la terza volta lo stesso documento, reiterando i medesimi vizi di illegittimità.

Il Giudice Amministrativo ha dato ragione al nostro assistito, rilevando diverse anomalie. Innanzitutto i revisori hanno omesso di addurre ragioni giustificative concrete per il declassamento, limitandosi ad un generico dissenso, configurando un evidente vizio di motivazione e violando il rapporto di "armonia e conseguenzialità" che deve reggere ogni documento caratteristico.

Infatti, si legge nella sentenza che “la motivazione del giudizio finale trova la propria genesi nei giudizi parziali riportati a fianco di ciascuna delle voci delle qualità considerate (qualità fisiche, morali e di carattere, qualità culturali ed intellettuali, qualità professionali, qualità specifiche), cosicché il giudizio finale va ritenuto congruamente motivato allorquando sia in rapporto di armonia e conseguenzialità con i singoli giudizi resi con riferimento a ciascuna voce”, così come cristallizzato dalla giurisprudenza consolidata.

E ancora i revisori, pur correggendo le proprie valutazioni per renderle coerenti con il giudizio finale, "hanno omesso di addurre ragioni giustificative, limitandosi ad esprimere una valutazione di non concordanza", configurando così "un evidente vizio di motivazione".

A conferma della fondatezza delle tesi del SIAM, all’accoglimento del ricorso ha fatto seguito la condanna al pagamento delle spese legali.

Questo esito conferma la necessità che la valutazione del rendimento resti rigorosamente ancorata a criteri oggettivi e verificabili, preservando la sfera professionale del personale da giudizi privi di riscontri concreti. Ciò a garanzia dei principi di imparzialità e correttezza e a tutela dell’integrità della carriera di ogni militare.

Il SIAM continuerà a vigilare con fermezza affinché la trasparenza e il merito restino i pilastri della Forza Armata, pronti a ricorrere in ogni sede per difendere la dignità professionale dei lavoratori con le stellette.

E tu? Vuoi usufruire dei servizi messi a disposizione dal SIAM e vedere tutelati i tuoi diritti? Allora iscriviti subito collegandoti al sito www.sindacatoam.it.

FORTI INSIEME!

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