SIAM: SPECIFICITÀ DEI MILITARI TRADITA DALLA MANOVRA DI BILANCIO 2026

Nei giorni scorsi il SIAM – Sindacato Aeronautica Militare è stato convocato da alcuni gruppi parlamentari per discutere di numerosi aspetti legati alla prossima legge di stabilità. In particolare, nel corso delle interlocuzioni avvenute con rappresentanti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Italia Viva sono stati delineati numerosi aspetti - sotto il profilo normativo ed economico - in base ai quali, di fatto, la “specificità” derivante dallo status di militare è stata palesemente tradita con la bozza della predetta legge per l’anno 2026, presentata dal Governo lo scorso 18 ottobre.
Se la legge sulla “specificità” dei militari (legge 4 novembre 2010, n. 183 - art. 19) doveva salvaguardare l’intero Comparto Difesa e Sicurezza sia sotto il profilo pensionistico che del trattamento economico, in realtà la prossima “manovra” finanziaria colpisce ad hoc i militari proprio sulla pensione (si pensi all’art. 42 della citata bozza che prevede addirittura un incremento secco di ulteriori 3 mesi del periodo di permanenza in servizio a partire dal 01/01/2027).
Del pari, il disegno di legge crea in materia di detassazione una disparità tra il settore pubblico e quello privato: nel merito, il SIAM ha rappresentato agli interlocutori politici la possibilità di intervenire sulle indennità operative detassando la parte relativa all’IRPEF.
Nella versione preliminare del testo compare anche un intervento sul TFS (art.44): tale misura prevede la possibilità di ottenere la prima tranche di TFS (fino a euro 50.000 lorde) entro i 9 mesi dal pensionamento in confronto agli attuali 12 mesi. Le Organizzazioni Sindacali hanno avanzato la proposta di corrispondere l’importo totale   del TFS entro 3 mesi dalla data di pensionamento del personale militare (superando la limitazione introdotta dal decreto-legge n. 201/2011 con la riforma Monti-Fornero) senza ricorrere alla rateizzazione, anche per dare piena attuazione alla sentenza nr. 130/2023 della Corte Costituzionale che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il meccanismo di dilazione nel tempo del pagamento del TFS previsto dalle norme attualmente in vigore.
Il SIAM ha altresì evidenziato che nella bozza mancano risorse concrete sulla previdenza dedicata (argomento peraltro molto sentito e atteso da tutto il personale militare) e che, al contempo, è doveroso reperire ed allocare risorse necessarie per la stabilizzazione dei VFI allo scopo di intervenire su varie questioni – ad esempio le tredicesime mensilità, l’orario di servizio, la NASPI, etc. – del personale volontario.
Grazie all’intervento del SIAM la controparte politica ha preso atto che l’avvio dell’iter contrattuale per il triennio 2025-2027 - sebbene si tratti di risorse già stanziate nella legge di stabilità dallo scorso anno - potrebbe rappresentare un segnale molto importante per tutto il personale con le stellette. E proprio in tale sede, il SIAM ha favorevolmente apprezzato come, in collegamento telefonico durante la riunione con i rappresentanti di Forza Italia, il Ministro Zangrillo abbia anticipato che tra la fine del 2025 e gli inizi del 2026 è sua intenzione avviare la contrattazione per il personale.
Infine, sono state affrontate numerose altre tematiche quali: il riordino delle carriere, i trasporti per il personale militare, le problematiche relative alle isole minori, etc.
Molti temi sono stati approfonditi e ulteriori questioni verranno esaminate nei prossimi giorni quando continueremo le interlocuzioni con altri gruppi parlamentari (PD) per far sì che il prossimo mercoledì 12 novembre vengano presentati gli emendamenti richiesti alla legge di bilancio che possano realmente favorire il personale militare.

SIAM Ufficio Stampa 

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