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📋 Punti Chiave Il SIAM – Sindacato Aeronautica Militare NON ha apposto la propria firma sul contratto 2025-2027 poiché l'aumento proposto dal Governo non copre la perdita del potere d'acquisto causata dall'inflazione. Il Sindacato ha denunciato inoltre il mancato riconoscimento della specificità militare, l'assenza della previdenza dedicata e il mancato recepimento da parte della compagine governativa di proposte concrete, a costo zero, avanzate dalla nostra Organizzazione sindacale per migliorare la vita del personale. Ritenendo inaccettabili i continui rinvii e le promesse future, il SIAM non ha accettato di firmare accordi al ribasso. |
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Il SIAM ha detto NO alla firma del contratto perché i numeri dimostrano che questo contratto non restituisce al personale militare quanto perso negli anni a causa dell’inflazione. Nel triennio 2022-2024, secondo le nostre elaborazioni, il personale delle Forze Armate ha subito una perdita del potere d’acquisto pari all’8,09%, corrispondente a circa 3.000 euro lordi annui sulla retribuzione media. Per recuperare realmente tale perdita sarebbe stato necessario un aumento salariale pari ad almeno 200 euro netti mensili. Altre sigle hanno invece scelto di firmare un contratto che prevede un aumento di circa 100 euro netti e che, anziché recuperare quanto perso, determinerebbe nel triennio 2025-2027 una ulteriore riduzione del potere d’acquisto pari allo 0,57%. In sostanza, non stiamo recuperando terreno: continuiamo a perderlo.
Il SIAM ha inoltre richiesto un riconoscimento concreto della specificità militare. Le donne e gli uomini delle Forze Armate sono sottoposti a obblighi, limitazioni e sacrifici che non riguardano gli altri dipendenti pubblici, anche nella gestione della propria vita privata, della mobilità e persino della licenza all’estero. Eppure, questa specificità non è stata riconosciuta né economicamente né, soprattutto, sul piano previdenziale. Il mancato avvio della previdenza dedicata rappresenta la prova più evidente di questa grave mancanza.
Il SIAM ha presentato anche numerose proposte normative, molte delle quali a costo zero, che avrebbero migliorato concretamente la vita del personale:
- licenza ordinaria fruibile ad ore;
- congedo parentale ad ore;
- coworking e smart working;
- maggiore flessibilità nell’organizzazione del servizio;
- migliori strumenti per conciliare lavoro e famiglia.
Proposte ragionevoli e sostenibili che non sono state accolte.
Nessun risultato concreto è stato ottenuto neppure sul fronte delle agibilità sindacali. Ancora una volta ci sono state prospettate promesse future e impegni privi di risorse, di scadenze e di garanzie certe, che riteniamo difficilmente realizzabili.
Non possiamo piĂą affidarci a semplici promesse, soprattutto considerando che gli impegni assunti con il precedente contratto non sono ancora stati rispettati.
Il SIAM aveva giĂ denunciato pubblicamente questa situazione, scendendo in piazza il 18 giugno con numerosi presidi davanti alle Prefetture italiane.
Abbiamo pertanto ritenuto doveroso non sottoscrivere un contratto che:
- non recupera l’inflazione;
- non riconosce la specificitĂ militare;
- non avvia la previdenza dedicata;
- non rafforza concretamente i diritti sindacali;
- rinvia, ancora una volta, le soluzioni a promesse future.
Chi oggi è iscritto ad un sindacato che ha scelto di firmare dovrebbe chiedersi se sia stato realmente tutelato o se, ancora una volta, qualcuno abbia accettato esigue risorse in cambio di semplici rassicurazioni.
Esiste un’alternativa: un sindacato coerente, libero e determinato, che non si accontenta delle briciole e non firma accordi al ribasso.
Il SIAM non si accontenta.
Il SIAM non firma sulla fiducia.
Il SIAM sceglie da che parte stare.