Lettonia, feriti in un «non luogo di lavoro»: il paradosso di Ādaži

📋 Punti Chiave

Il SIAM esprime la propria profonda vicinanza e l'augurio di pronta guarigione ai quattro bersaglieri feriti ad Ādaži (Lettonia), ribadendo che la solidarietà e il sostegno verso chi veste l'uniforme rappresentano il primo, inderogabile dovere di ogni comunità militare

✅ Risultato ottenuto

Solidarietà ai bersaglieri feriti

Sincera vicinanza del SIAM e auguri di pronta guarigione ai quattro colleghi dell'Esercito feriti durante l'esercitazione a fuoco in Lettonia.

❌ Insufficiente

Il paradosso del "non luogo di lavoro"

La bozza governativa sull'art. 253 escluderebbe basi e poligoni dal D.Lgs. 81/2008, proprio dove i rischi operativi sono più elevati.

❌ Insufficiente

Le proposte ufficiali del SIAM

Nessuna zona franca: deroghe limitate ai soli scenari di conflitto, indennità per gli addetti alle emergenze e fondi certi per la prevenzione.

❌ Insufficiente

La sicurezza non si deroga

La specificità militare richiede regole adeguate, mai tutele inferiori: la salute e la sicurezza del personale si valutano, si scrivono e si finanziano.


Nel tardo pomeriggio del 25 settembre 2026 quattro bersaglieri dell'11° Reggimento sono rimasti feriti durante un'esercitazione a fuoco ad Ādaži, in Lettonia, nell'ambito della missione NATO Forward Land Forces. Ai quattro colleghi dell'Esercito, alle loro famiglie e a tutti i commilitoni del contingente va la vicinanza sincera del SIAM, con l'augurio di una pronta e piena guarigione. 

Secondo il Ministero della Difesa, un'arma non automatizzata installata su un veicolo italiano ha colpito un secondo mezzo italiano con a bordo i quattro militari. Uno è in condizioni più serie, nessuno è in pericolo di vita. 

Le cause sono in corso di accertamento.

Una domanda però va posta: se l'Atto del Governo n. 390 fosse già in vigore, quel poligono sarebbe ancora, per legge, un luogo di lavoro?

Oggi è un luogo di lavoro. Domani potrebbe non esserlo

Al 26 settembre 2026 l'A.G. 390, sul quale le Commissioni parlamentari riunite si sono espresse il 15 aprile 2026, non è ancora in vigore. Il Testo unico dell'ordinamento militare (D.P.R. 90/2010) prevede che, nelle missioni all'estero, le norme di sicurezza si applichino «tenendo conto delle particolari esigenze di servizio». Si adattano, non si sospendono. 

Lo schema del Governo aggiungerebbe all'art. 253 una nuova lettera a-bis). "Le aree in cui si svolgono attività operative, emergenziali o addestrative, in Italia e all'estero, «non si intendono quali luoghi di lavoro". 

L'obbligo di valutare i rischi e redigere il DVR si considererebbe assolto con tre condizioni generiche: disposizioni tecnico-militari, personale addestrato, mezzi conformi.

Il paradosso di Ādaži

L'esercitazione in Lettonia è esattamente il caso che la nuova norma escluderebbe: area addestrativa, all'estero, con mezzi operativi. Proprio dove il rischio è più alto, verrebbe meno lo strumento che serve a prevenirlo. Un'esercitazione a fuoco si pianifica con largo anticipo: il tempo per valutare i rischi c'è. 

Distanze tra i mezzi, sicurezza delle armi, fasi di sbarco del personale sono rischi che un DVR deve individuare prima, non dopo. Senza un documento scritto, la ricostruzione di un evento si baserebbe solo su disposizioni emanate e verificate dalla stessa autorità. 

E poiché il TUOM già considera assolta la sorveglianza dei superiori con «ordini certi e adeguati» (art. 253, c. 7), il peso rischia di scivolare sull'ultimo anello: l'operatore. 

Il problema non riguarda solo l'Esercito, ma tutte le Forze armate. Poligoni e campi d'arma, unità navali, piste, shelter e hangar ospitano ogni giorno attività operative e addestrative: con una definizione generica, la tutela di chi vi lavora dipenderebbe dalla classificazione di ciascun ente.

Più obblighi, zero risorse

Lo schema prevede l'invarianza finanziaria: nessun euro in più per prevenzione, formazione e controlli. 

È lo stesso limite per cui il SIAM non ha sottoscritto il contratto 2025-2027: aumenti che non recuperano l'inflazione, specificità non riconosciuta, previdenza dedicata assente. I mesi successivi alla firma lo hanno confermato. Con la circolare del 6 agosto 2026 lo Stato Maggiore Aeronautica ha ristretto la platea dell'indennità per i manutentori, e il SIAM è intervenuto a tutela del personale. 

La lezione vale anche per la sicurezza: una norma generica finisce applicata nella lettura più restrittiva.

Le proposte del SIAM

Il SIAM ha formalizzato le proprie osservazioni il 14 agosto 2025 e il 7 aprile 2026. Le richieste sono concrete e in gran parte a costo zero.

− nessuna zona franca: se una deroga resta, va limitata agli scenari che l'autorità militare non può controllare, come teatri di conflitto e calamità in corso, con aree individuate in modo tassativo. L'addestramento su poligoni e basi stabili resta sotto il D.Lgs. 81/2008;
− tutele minime inderogabili ovunque: sorveglianza sanitaria, presidi di primo soccorso, registrazione di infortuni ed esposizioni: anche nelle aree operative. Le disposizioni tecnico-militari devono comprendere quelle sanitarie;
− Rappresentanti per la sicurezza con voce reale: oggi un reparto di oltre mille militari ha al massimo tre RLMS, scelti dal datore di lavoro su una proposta non vincolante. Il SIAM chiede di eliminare il vincolo numerico, rendere vincolante l'indicazione delle APCSM e consultare i RLMS prima di ogni disposizione tecnico-militare;
− riconoscimento per gli incaricati delle emergenze: Chi è designato per antincendio, primo soccorso ed evacuazione non può rifiutare (art. 43, D.Lgs. 81/2008), ma non riceve nulla. Servono un'indennità e la valorizzazione nella documentazione caratteristica;
− risorse e verifica: stanziamenti dedicati alla prevenzione e una relazione periodica al Parlamento su infortuni e malattie professionali nelle aree operative.

La posizione del SIAM

Il luogo dove un militare si addestra, opera o viene ferito è, e deve restare, un luogo di lavoro. La specificità militare giustifica regole diverse, mai tutele minori. 

Il SIAM ribadisce la richiesta di espungere la lettera a-bis) dal testo definitivo e invita il Governo a non introdurre una deroga così ampia alla nozione di luogo di lavoro, accompagnando ogni nuovo obbligo con risorse certe. 

Lo dobbiamo ai colleghi feriti ad Ādaži e a chi, in ogni Forza armata, si addestra ogni giorno.

La sicurezza non si deroga: si valuta, si scrive, si finanzia. Se condividi questa battaglia, iscriviti al SIAM.

 SIAM, FORTI INSIEME!