Legge di Bilancio 2027: Difesa ancora esclusa. Il SIAM: "Abbiamo fatto bene a non firmare il contratto"


Le scelte del Governo confermano le preoccupazioni che avevano portato il SIAM a non sottoscrivere il rinnovo contrattuale 2025-2027. Le organizzazioni sindacali che hanno scelto di firmare devono assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.

Il disegno di legge di bilancio 2027 offre oggi un primo, significativo riscontro alle preoccupazioni che il SIAM aveva espresso durante la trattativa per il rinnovo contrattuale del Comparto Difesa e Sicurezza.
L'articolo 98 prevede, a decorrere dal 2027, circa 90,8 milioni di euro annui aggiuntivi per i fondi destinati all'efficienza dei servizi istituzionali delle Forze di Polizia, ripartiti tra Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria.
A questi si aggiungono, con l'articolo 99, ulteriori 50 milioni di euro per il 2027, destinati alla remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario già svolte dal personale delle Forze di Polizia.
Si tratta di stanziamenti specifici, chiaramente individuati e destinati a valorizzare economicamente il personale interessato.

E per le donne e gli uomini dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica?

Niente. Per loro non è previsto un analogo incremento dei fondi per l'efficienza.
Sia chiaro: non contestiamo assolutamente le risorse riconosciute alle Forze di Polizia, che consideriamo meritate.
Contestiamo, invece, l'assenza di un trattamento altrettanto attento verso il personale di Esercito, Marina e Aeronautica, chiamato quotidianamente a garantire la sicurezza e la difesa del Paese.
Lo stesso articolo 98 giustifica quei fondi con la specificità riconosciuta dall'articolo 19 della legge 183 del 2010. È la norma che riconosce la specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco.
Per il SIAM la specificità è una sola: non può valere per i doveri di tutti e per le risorse di pochi.

IL SIAM NON HA FIRMATO. OGGI I FATTI CONFERMANO LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI.

Quando, nel luglio scorso, abbiamo deciso di non sottoscrivere il contratto 2025-2027, lo abbiamo fatto per ragioni precise.
Il SIAM ha ritenuto insufficienti le risorse economiche, inadeguato il recupero del potere d'acquisto e soprattutto inaccettabile rinviare questioni fondamentali, come la previdenza dedicata e il riconoscimento economico della specificità militare, a successivi provvedimenti e a impegni privi di garanzie finanziarie certe.
Non abbiamo firmato perché non volevamo avallare un accordo fondato, per una parte importante delle rivendicazioni, su promesse future.
Oggi, leggendo le disposizioni della legge di bilancio in discussione, quelle preoccupazioni trovano un primo concreto riscontro. La previdenza dedicata, rinviata a provvedimenti successivi, nella manovra non riceve un solo euro aggiuntivo. Le risorse aggiuntive sono state individuate per le Forze di Polizia, mentre per Esercito, Marina e Aeronautica continuano a mancare risposte economiche altrettanto puntuali.
Non possiamo affermare che la mancata firma avrebbe automaticamente modificato queste scelte.
Possiamo però affermare che il SIAM aveva denunciato proprio il rischio di chiudere una trattativa senza avere ottenuto garanzie sulle risorse successive.
Ed è esattamente il problema che oggi torna a presentarsi.

CHI HA FIRMATO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

Le organizzazioni sindacali che hanno scelto di sottoscrivere il contratto devono oggi assumersi pienamente la responsabilità sindacale di quella decisione.
Non basta chiedere nuove risorse dopo aver accettato di chiudere una trattativa senza aver ottenuto risposte soddisfacenti su questioni fondamentali.
Firmare un contratto significa assumersi la responsabilità del risultato raggiunto, ma anche delle questioni rimaste irrisolte.
Non intendiamo alimentare contrapposizioni tra organizzazioni sindacali. Riteniamo però necessario ricordare che la coerenza e la credibilità della rappresentanza si misurano soprattutto nel momento delle scelte, non soltanto attraverso le rivendicazioni successive.

IL SIAM CONTINUERÀ A CHIEDERE FATTI, NON PROMESSE

Chiediamo che durante l'iter parlamentare della legge di bilancio vengano individuate risorse aggiuntive anche per Esercito, Marina e Aeronautica, con particolare riferimento al FESI, alla previdenza dedicata, alle indennità operative e alle tutele economiche connesse alla mobilità del personale. E chiediamo che ogni euro destinato al personale venga deciso al tavolo negoziale, con i sindacati, non per decreto.
Non accettiamo che l'unitarietà del Comparto Difesa e Sicurezza venga richiamata quando si tratta di doveri, sacrifici e limitazioni, per poi lasciare emergere trattamenti differenti quando si distribuiscono le risorse.
Il SIAM non ha firmato il contratto perché riteneva che il personale meritasse maggiori garanzie.
Oggi non rivendichiamo una vittoria sindacale: avremmo preferito essere smentiti dai fatti e vedere riconosciute risorse adeguate a tutti. Ma quanto sta emergendo conferma la fondatezza delle nostre preoccupazioni e il valore della scelta compiuta. Le firme hanno un peso. Le decisioni hanno conseguenze. E ciascuno deve assumersene la responsabilità.

NOI NON ABBIAMO FIRMATO PROMESSE. ABBIAMO SCELTO DI DIFENDERE I DIRITTI DEL PERSONALE.