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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 22 agosto 2026 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 13 luglio 2026, procede l’iter formale per la rideterminazione dei trattamenti economici del personale militare dirigente e non contrattualizzato. Il provvedimento, che interessa la dirigenza dal grado di Maggiore fino a Generale, fissa per l'anno 2026 l'adeguamento stipendiale nella misura del 2,48%.
Tale percentuale ridetermina in via definitiva la stima preliminare del 2,6% diffusa lo scorso marzo sulla base delle rilevazioni iniziali, disponendo l’applicazione degli incrementi con decorrenza retroattiva a partire dal 1° gennaio 2026. Il SIAM seguirà con la consueta massima attenzione le successive fasi amministrative, monitorando l'emissione dei cedolini straordinari per garantire che l'Amministrazione Aeronautica proceda con tempestività all'allineamento dei parametri e alla liquidazione delle spettanze arretrate.
Sotto il profilo della politica retributiva della Difesa, questo provvedimento rappresenta un'importante occasione di riflessione tecnica ed equità sindacale.
L’adeguamento automatico annuale per la dirigenza, calcolato dall'ISTAT sulla base delle variazioni delle retribuzioni medie del pubblico impiego, è un meccanismo virtuoso e necessario per preservare l'integrità del potere d'acquisto delle retribuzioni rispetto alle dinamiche inflazionistiche. Tuttavia, la differenza di trattamento rispetto al restante personale delle Forze Armate (Graduati, Sergenti e Marescialli, che costituiscono la spina dorsale dell'Aeronautica) appare netta e non più sostenibile. Per la stragrande maggioranza del personale contrattualizzato, infatti, gli incrementi retributivi rimangono legati esclusivamente alle complesse e spesso tardive sessioni di rinnovo contrattuale triennale, costringendo i lavoratori a subire per anni l'erosione del carovita prima di veder parzialmente adeguate le proprie buste paga.
Il SIAM, da sempre convinto che la tutela della specificità e della dignità economica debba unire e non dividere la Forza Armata, non intende avviare sterili polemiche, ma preferisce proporre soluzioni concrete. Ci batteremo in ogni sede e con tutti i mezzi a disposizione affinchè si giunga all’ estensione dello stesso principio di protezione retributiva automatica anche al personale contrattualizzato. Governo e Commissioni Difesa di Camera e Senato saranno sollecitati ad avviare una riforma legislativa che introduca un meccanismo di indicizzazione o di salvaguardia automatica all'inflazione anche all'interno dei contratti del personale non dirigente, collegandolo direttamente alle rilevazioni annuali del costo della vita certificate dall'ISTAT.
Questa proposta tecnica rappresenta l'unica strada seria per superare i limiti dell'attuale sistema contrattuale, slegando la Difesa degli stipendi minimi dai tempi della burocrazia politica e offrendo garanzie stabili a tutte le donne e gli uomini in divisa che servono quotidianamente il Paese.
LA TUTELA DELLO STIPENDIO DALL'INFLAZIONE È UN DIRITTO DI TUTTI.