Un’azione difensiva decisa e tecnicamente inappuntabile ha visto il SIAM protagonista nella tutela di un proprio iscritto, finito al centro di un complesso iter disciplinare basato su presupposti infondati. Il SIAM ha dimostrato l'inefficacia di un'accusa che tentava di sanzionare condotte private mai accertate e già ampiamente chiarite in altre sedi.
La vicenda affonda le radici in un rinvio a giudizio penale del 2018. Nonostante il Tribunale abbia sancito il "non doversi procedere" per intervenuta prescrizione nell'ottobre 2024 e un successivo rito disciplinare di Stato si sia concluso senza alcuna sanzione nel marzo 2025, l'Amministrazione ha avviato a novembre 2025 un ulteriore procedimento disciplinare di corpo.
L'accusa? Una presunta attività extraprofessionale mai comunicata al Reparto.
La difesa tecnica del SIAM ha smontato punto per punto l'impianto accusatorio, evidenziando gravi vizi di legittimità ed eccesso di potere, con prove documentali e argomentazioni di diritto. Il SIAM ha duramente criticato l'operato dell'Amministrazione, rea di non aver condotto un'autonoma istruttoria e di aver semplicemente riutilizzato ipotesi penali mai provate.
L’iniziale prospettiva di una consegna di rigore – sanzione massima e gravemente lesiva del percorso professionale – è stata totalmente smontata. Il procedimento si è concluso con l’irrogazione di un semplice richiamo, che nei fatti certifica l'inconsistenza degli addebiti più gravi mossi inizialmente.
Il merito e la correttezza del personale non possono essere messi in discussione da automatismi burocratici privi di riscontro fattuale. Questa azione sottolinea l'importanza di un'assistenza legale sindacale pronta a intervenire contro ogni eccesso di potere.
Hai ricevuto la notifica di un procedimento disciplinare? Non affrontarlo da solo: il SIAM mette a tua disposizione i migliori esperti per ristabilire la verità dei fatti.