Forze Armate, i sindacati militari rappresentativi: "No a narrazioni distorte. I militari non sono una casta".

I sindacati militari rappresentativi esprimono ferma indignazione per il servizio andato in onda su La7, nel corso della trasmissione "Piazza Pulita", dal titolo "Il paradiso dei generali italiani". Il servizio ha offerto una rappresentazione parziale e fuorviante del personale militare, alimentando nell'opinione pubblica l'idea distorta di un comparto privilegiato e distante dalla realtà del Paese. Una narrazione che respingiamo con forza.

Le Forze Armate non sono un sistema di privilegi. Sono un comparto segnato da criticità profonde: crisi vocazionale, carenza di personale, età media elevata, mobilità forzata, impieghi operativi continuativi, stipendi non adeguati alle responsabilità e crescente perdita di attrattività della professione militare con enormi sacrifici affrontati quotidianamente dal personale militare e dalle loro famiglie.

Anche il tema pensionistico è stato raccontato in modo distorto. Il personale militare cessa dal servizio intorno ai 60 anni non per un favore di legge, ma perché l'ordinamento impone limiti di età funzionali all'efficienza operativa e al ricambio generazionale. Nel sistema contributivo, questa uscita anticipata obbligatoria si traduce in una pesante penalizzazione previdenziale (con perdite anche del 35% sulla pensione), aggravata dalla mancata attuazione di una previdenza dedicata per il comparto Difesa e Sicurezza, cosa non accaduta per tutte le altre P.A. Un'assenza che stiamo rivendicando da tempo. Altro che privilegi: è una questione irrisolta che penalizza migliaia di donne e uomini in uniforme.

Allo stesso modo, basi logistiche, foresterie, circoli, lidi e strutture assistenziali (previsti all'interno del Codice dell'Ordinamento Militare) non possono essere liquidati come benefit di casta. Sono strumenti di welfare, supporto al personale (Ufficiali, Sottufficiali e Graduati) e alle rispettive famiglie, spesso a prezzi calmierati e funzionali anche alle esigenze logistiche, operative e addestrative del comparto (vedasi campi invernali, estivi, operazioni in quota, soccorso in mare, etc), tuttavia sostenuti con trattenuta mensile obbligatoria nei confronti del personale beneficiario.

Risulta inoltre profondamente fuorviante ogni tentativo di confronto con modelli esteri, in particolare con quelli degli Stati Uniti o di altri partner dell'Unione Europea e della NATO. Tali sistemi poggiano su architetture retributive e previdenziali completamente differenti, sostenute da livelli di investimento nel settore Difesa significativamente più elevati e continuativi nel tempo. A ciò si aggiunge la presenza di sistemi di Riserva strutturati, integrati e pienamente operativi, che garantiscono una capacità di risposta molto più efficiente negli scenari di crisi.

In Italia, al contrario, negli ultimi decenni non si è registrato un analogo livello di investimento né una piena evoluzione del modello organizzativo e di supporto al personale. Ne consegue che qualsiasi comparazione risulta tecnicamente impropria e fuorviante, anche alla luce del divario retributivo: gli stipendi medi del personale militare italiano risultano significativamente inferiori, fino a tre o quattro volte, rispetto a quelli dei principali partner internazionali.

I sindacati militari rappresentativi ritengono inoltre grave che nel servizio sia stato dato spazio al cosiddetto "Sindacato dei Militari", soggetto non iscritto all'Albo del Ministero della Difesa e privo della titolarità a rappresentare collettivamente il personale militare secondo la normativa vigente e privo di qualsivoglia legittimazione e garanzia a tutela del personale militare. La rappresentanza sindacale militare è regolata dalla legge e non può essere confusa con iniziative estranee al perimetro ordinamentale riconosciuto che, peraltro, nel caso di specie ha gravemente leso anche il principio di par condicio nei confronti di chi, per norma di garanzia e per legge, è preposto alla tutela e al benessere del personale militare in divisa.

I sindacati firmatari non contestano il diritto di cronaca, ma rivendicano il diritto a un'informazione seria, completa e rispettosa della verità e comunicazione. Criticare è legittimo. Deformare la realtà no.

Per questo chiediamo a La7 e alla redazione di "Piazza Pulita" un doveroso riequilibrio informativo, attraverso uno spazio di approfondimento realmente rappresentativo delle condizioni del personale militare, con il coinvolgimento dei sindacati militari riconosciuti dall'ordinamento. Le donne e gli uomini con le stellette non sono una casta. Sono servitori dello Stato e meritano, nel loro quotidiano e onorato servizio, spesso condotto sino all'estremo sacrificio per la Patria e per il prossimo, verità, rispetto e dignità, nell'onore indiscusso del servizio alla Nazione in qualunque contesto operativo, sia nazionale che internazionale.

SIAM – Sindacato Aeronautica Militare

AMUS Aeronautica

ASPMI Esercito

S.A.M. Sindacato Autonomo dei Militari

S.I.A.M.O. Esercito

SIM Marina

SI.NA.M. Sindacato Nazionale Marina

USMIA Esercito

USMIA Marina

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