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📋 Punti Chiave Il SIAM ha inoltrato una lettera al Ministro Crosetto e ai Presidenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato a seguito dell'attacco che ha danneggiato un Eurofighter italiano in Arabia Saudita. Nel manifestare vicinanza al personale schierato all'estero, il sindacato chiede la revisione urgente del DDL Missioni con l'adeguamento delle diarie internazionali (ferme da 20 anni) e il superamento delle discriminazioni sui benefici combattentistici per il personale non dirigenziale. |
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Il SIAM ha inviato in data odierna una lettera ed un esposto urgente al Ministro della Difesa Guido Crosetto e ai Presidenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, per esprimere la totale e incondizionata solidarietà ai militari italiani impiegati nella base saudita di Ta'if e in Medio Oriente a seguito dell'attacco balistico che ha danneggiato un caccia Eurofighter F-2000, denunciando al contempo come gli odierni scenari bellici internazionali rendano intollerabile il blocco ventennale delle diarie di missione estera e le discriminazioni nell'attribuzione dei benefici combattentistici a danno del personale.
L'attacco dove un caccia Eurofighter F-2000 della nostra Aeronautica Militare è stato danneggiato all'interno del sedime aeroportuale, unito al recente abbattimento di un drone nel cielo della Lituania ad opera dei nostri equipaggi in scramble e alla costante tensione nello Stretto di Bab el-Mandeb, conferma una verità incontestabile: i militari italiani rischiano la vita.
Di fronte a questa realtà, il primo pensiero del SIAM va alle donne e agli uomini in divisa che, con i motori sempre pronti al decollo, garantiscono la sicurezza del Paese a migliaia di chilometri da casa.
Tuttavia, la solidarietà da sola non basta più.
Il SIAM ha deciso di investire direttamente il Ministro della Difesa e i Presidenti delle Commissioni Difesa del Parlamento per denunciare il profondo divario tra i rischi reali affrontati dai militari e il trattamento economico e normativo che lo Stato riconosce loro. Risulta infatti inaccettabile che, a fronte di minacce missilistiche e droni suicidi, le diarie per le missioni internazionali rimangano sostanzialmente bloccate ai valori di oltre vent'anni fa, falcidiate dai tagli del 2006 e prive di qualsiasi adeguamento all'inflazione.
Un sacrificio economico indegno per chi rischia la vita per la Patria.
A questo paradosso si somma la complessa vertenza dei benefici combattentistici: le recenti disposizioni applicative continuano infatti a escludere la stragrande maggioranza del personale non dirigenziale (Graduati, Sergenti e Marescialli) dall'accesso ai benefici economici previsti dalle leggi vigenti, riservandoli di fatto ai soli gradi apicali o ingabbiandoli in paletti burocratici che penalizzano chi opera nelle squadre a contatto.
Per il SIAM si tratta di un'ingiustizia intollerabile: la sabbia e i pericoli delle bombe sono gli stessi per tutti, e la tutela dello Stato deve essere equa e universale.
Chiediamo un DDL Missioni coraggioso, risorse reali e tutele immediate per chi difende la nostra libertà.
⚖️ CHI RISCHIA LA VITA PER LA PATRIA NEI TEATRI OPERATIVI NON PUÒ ESSERE DIMENTICATO DALLA POLITICA.
Il coraggio e la professionalità dimostrati ogni giorno dai nostri colleghi nei cieli del Medio Oriente e del Baltico meritano risposte concrete, non tagli stipendiali o cavilli burocratici che negano le indennità di rischio.
Il SIAM combatte in ogni sede istituzionale per restituire dignità, coperture economiche certe e tutele reali alle donne e agli uomini dell'Aeronautica Militare.
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