Cosa prevede, in parole semplici
Oggi le regole sulla sicurezza sul lavoro valgono anche per i militari, adattate alle esigenze del servizio. È giusto così: un'operazione non è un ufficio, e la legge lo riconosce già. Il DDL fa un passo in più, e nella direzione sbagliata. Stabilisce che le aree in cui si svolgono attività operative, addestrative o di emergenza, in Italia e all'estero, non si intendono luoghi di lavoro. E considera già fatta la valutazione dei rischi se il personale è formato, se le attrezzature sono a norma e se si seguono le procedure militari indicate da un regolamento. Le regole non vengono più adattate: vengono messe da parte, proprio dove il rischio è più alto.
Cosa significa per te
In quelle aree nessuno sarà più obbligato a mettere nero su bianco i rischi prima di un'esercitazione. Eppure un'esercitazione si pianifica con settimane di anticipo: il tempo per farlo c'è. Il tuo rappresentante per la sicurezza rischia di restare fuori. La legge gli dà il diritto di entrare nei luoghi di lavoro e di essere consultato sui rischi. Se quel posto non è più un luogo di lavoro, quel diritto perde senso. Il sindacato rischia di perdere voce sulla tua sicurezza proprio dove serve di più, perché la legge gliela riconosce «nei luoghi di lavoro». Se ti fai male, sarà più difficile dimostrare che qualcosa non è stato fatto. La legge stessa dirà che la valutazione dei rischi si presume fatta. Per la prevenzione non c'è un euro in più. Lo stesso testo trova 441.210 euro l'anno per l'indennità di un solo incarico di vertice. Le risorse, quando si vuole, si trovano. Il 25 settembre quattro bersaglieri sono rimasti feriti durante un'esercitazione ad Ādaži, in Lettonia. A loro e alle loro famiglie va la vicinanza di tutto il SIAM. Sulle cause si attende l'accertamento. Ma quella era un'area addestrativa: esattamente il tipo di luogo che, con questa legge, smetterebbe di essere un luogo di lavoro.
Risarcire dopo non basta
Il DDL rafforza il risarcimento dei danni causati in missione. Ma il militare ferito non viene nemmeno nominato, e per lui la norma non aggiunge nulla. Si pensa a pagare dopo l'incidente e si riduce la prevenzione prima. Per noi la priorità è una sola: che nessuno si faccia male.
Il tuo stipendio si decide al tavolo, non per decreto
Il DDL introduce un'indennità per gli specialisti cyber. Bene valorizzare queste professionalità, ma l'importo lo deciderà un decreto ministeriale, senza passare dal tavolo in cui il sindacato tratta per te. E secondo le stime del Governo seguirà il grado e non la competenza: da 400 euro lordi per un graduato a 900 per un generale. Con in più una ferma di cinque anni, anche per chi quelle competenze le aveva già.
Per l'Aeronautica c'è un altro punto. Pilotare droni leggeri oggi, per legge, «non comporta» alcun compenso specifico. Il DDL cancella questa clausola e introduce nuovi titoli e nuovi requisiti. Bene: ora quelle responsabilità vanno riconosciute in busta paga, al tavolo negoziale. E il ruolo che oggi la legge affida all'Aeronautica nella sicurezza del volo dei droni militari deve restare scritto nella legge.
Cosa abbiamo chiesto
Abbiamo chiesto di eliminare la norma che toglie la qualifica di luogo di lavoro. In alternativa, abbiamo scritto e consegnato un testo che adatta le regole solo nei teatri di guerra e nelle vere emergenze, e che impone una valutazione dei rischi scritta prima di ogni attività pianificata.
Abbiamo chiesto un fondo vero per la prevenzione degli infortuni; che le indennità si decidano al tavolo, in base alla competenza; un riconoscimento per chi fa l'addetto alle emergenze, incarico che oggi non si può rifiutare e che non ha un riconoscimento specifico; e che i rappresentanti per la sicurezza siano davvero scelti da chi li propone.
Dietro queste parole c'è un lavoro
Non siamo arrivati in Senato con uno slogan. Su questa norma il SIAM aveva già scritto nell'agosto 2025 e nell'aprile 2026, quando era solo uno schema di regolamento. Abbiamo studiato il testo riga per riga, confrontato leggi e codici, scritto le modifiche una per una. Non ci siamo fermati al no: abbiamo messo sul tavolo un'alternativa. E continueremo a seguire il provvedimento fino in fondo.
Regole diverse, mai tutele minori
La specificità militare giustifica regole diverse. Non giustificherà mai tutele minori. Il luogo dove un militare si addestra, opera o viene ferito è, e deve restare, un luogo di lavoro. Questa battaglia si vince con i numeri. Più siamo, più la nostra voce pesa in Parlamento e al tavolo con l'Amministrazione.
Se non sei ancora iscritto, è il momento di farlo. Se oggi la tua delega è altrove, chiediti chi è andato in Senato a difendere la tua sicurezza e il tuo stipendio: revocarla e passare al SIAM è una scelta semplice, e la tua sezione ti aiuterà in ogni passaggio.
Iscriviti al SIAM. Perché la tua sicurezza non è una presunzione.