BONUS GIORGETTI AI MILITARI: IL SIAM INVITA ALLA PRUDENZA

Il Bonus Giorgetti continua a suscitare grande interesse tra il personale militare, soprattutto per la prospettiva di ottenere diverse migliaia di euro in più all'anno in busta paga, rinunciando all'accredito della quota contributiva a proprio carico. Già lo scorso 28 settembre, il SIAM aveva affrontato pubblicamente la questione, evidenziando le opportunità economiche dell'incentivo, ma anche la necessità di valutare attentamente le possibili conseguenze sulla pensione futura, sul moltiplicatore e sull'ausiliaria. Ma siamo davvero certi che il Bonus Giorgetti possa essere applicato automaticamente ai militari, alle stesse condizioni previste per la generalità dei lavoratori? 

IL NODO DEI REQUISITI PENSIONISTICI: UNA DIFFERENZA CHE NON PUÒ ESSERE IGNORATA

La circolare INPS n. 42 del 3 aprile 2026, nel recepire la proroga prevista dalla legge di Bilancio, richiama espressamente i requisiti per la pensione anticipata stabiliti dall'articolo 24, comma 10, del decreto-legge n. 201/2011. Per il 2026 tali requisiti sono pari a 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Il personale militare, tuttavia, è soggetto a una disciplina previdenziale speciale, regolata principalmente dal decreto legislativo n. 165/1997. Per il 2026, uno dei principali canali di pensionamento per anzianità nel Comparto Difesa e Sicurezza prevede 41 anni di contribuzione utile, ai quali si aggiungono 15 mesi di finestra mobile, arrivando così a 42 anni e 3 mesi per la decorrenza del trattamento pensionistico. Una differenza sostanziale, che non può essere liquidata come un semplice dettaglio tecnico. Se il Bonus Giorgetti deve essere riconosciuto anche al personale militare, perché dovremmo applicare automaticamente i requisiti della previdenza generale senza chiarire il rapporto con quelli previsti dall'ordinamento militare?

LA CIRCOLARE INPS NON RISOLVE AUTOMATICAMENTE LA QUESTIONE 

Il fatto che la normativa contempli anche i lavoratori iscritti alle forme previdenziali esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria costituisce certamente un elemento importante nella valutazione dell'applicabilità dell'incentivo al personale militare. Ma non risolve, da solo, ogni questione interpretativa. La legge richiama espressamente i requisiti della pensione anticipata previsti dall'articolo 24, comma 10, del D.L. 201/2011, mentre il personale militare continua a essere assoggettato a differenti condizioni di pensionamento. Il 23 settembre 2026, presso il Centro Unico Stipendiale Interforze, si è svolta una riunione informativa con le Amministrazioni del Comparto e gli organismi previdenziali competenti. Si tratta di un segnale certamente positivo, che dimostra come la questione sia all'attenzione delle istituzioni. Tuttavia, una riunione informativa non equivale a una circolare applicativa e, soprattutto, non costituisce di per sé un chiarimento definitivo sull'effettiva platea dei beneficiari. 

ATTENZIONE ALLE SIMULAZIONI ECONOMICHE E AGLI INVITI A PRESENTARE DOMANDA 

Negli ultimi giorni sono state diffuse simulazioni che, per un Luogotenente/1°Luogotenente, prospettano benefici che possono superare i 4.800 euro annui, con una riduzione futura pensionistica stimata in circa 11-15 euro netti mensili per ogni anno di fruizione. Sono cifre che possono apparire particolarmente allettanti, ma che non possiamo considerare universalmente valide.

La convenienza dipende dalla posizione previdenziale individuale, dalla durata del beneficio, dal sistema di calcolo della pensione e dalle eventuali conseguenze sull'ausiliaria e sul moltiplicatore (si consiglia di rivolgersi al servizio di Assistenza Previdenziale del SIAM per una simulazione oggettiva e soprattutto soggettiva degli effetti pensionistici nel tempo). Allo stesso modo, invitiamo alla prudenza rispetto ai suggerimenti di presentare immediatamente domanda all'INPS, nell'ipotesi che ciò sia sufficiente a cristallizzare un diritto. 

La presentazione di una domanda non equivale al riconoscimento automatico del beneficio, né può superare eventuali incertezze sui requisiti stabiliti dalla normativa. La decisione comporta inoltre una rinuncia contributiva che può produrre conseguenze sul trattamento pensionistico futuro. Prima di incoraggiare adesioni generalizzate, riteniamo quindi indispensabile conoscere con certezza le condizioni di accesso, le decorrenze e gli effetti previdenziali. 

IL SIAM CHIEDE CHIARIMENTI, NON PROMESSE 

Non riteniamo che il personale militare debba essere escluso a priori dal Bonus Giorgetti. Al contrario, auspichiamo che questa opportunità possa essere riconosciuta anche agli appartenenti al Comparto Difesa e Sicurezza, nel rispetto delle peculiarità del loro ordinamento previdenziale. Ma proprio per questo chiediamo che l'INPS e le Amministrazioni competenti chiariscano: