A VITERBO MILITARI ALIMENTATI A "SACCHETTO VIVERI". E POI CI CHIEDONO PERCHÉ NON ABBIAMO FIRMATO IL CONTRATTO…

📋 Punti Chiave

Il SIAM denuncia la grave situazione logistica al Reparto di Viterbo, dove i militari sono costretti al "sacchetto viveri" quotidiano per l'esaurimento dei buoni pasto. A questo si aggiunge l'inaccettabile blocco dei rimborsi dei Fogli di Viaggio fermi in alcuni casi anche al 2024, inefficienze che confermano in pieno le ragioni del "NO" del SIAM al rinnovo contrattuale.

❌ Insufficiente

Stop al "Sacchetto Viveri"

Fondi esauriti dal novembre 2025 per i buoni pasto a Viterbo. Il personale è costretto adesso a consumare un sacchetto da asporto che mina la dignità e la salute dei lavoratori

❌ Insufficiente

Liquidazioni CC.VV attese in alcuni casi di oltre due anni

Intollerabile giacenza dei Fogli di Viaggio non liquidati con la scusa dell'incapienza del "fondo scorta". I militari non sono il bancomat dello Stato e non possono anticipare le spese.

⏳ In trattazione

L'intervento del Sindacato

Il SIAM ha chiesto formalmente all'Amministrazione l'immediata sospensione del sacchetto viveri. È stato richiesto di adoperarsi a soluzioni alternative o all'emissione nuovamente dei Buoni Pasto.

ℹ️ Informazione

Le ragioni del NO

Le problematiche di Viterbo sono la rappresentazione delle criticità quotidiane che si vivono in molti altri enti. Questo conferma le motivazioni del fermo NO del SIAM alla firma del rinnovo contrattuale 2025-2027 al ribasso.


​I fondi per i buoni pasto sono esauriti e l'Amministrazione ha imposto al personale il "sacchetto viveri”. Tutti i giorni. Per non si sa quanto tempo. Questa la situazione che stanno vivendo i colleghi del sedime di Viterbo.

I fondi per i buoni pasto del Reparto infatti, risultano esauriti sin dal novembre 2025. Dopo mesi in cui i nostri colleghi, specialmente i più giovani, sono stati costretti a sopportare un grave stress economico anticipando le spese per nutrirsi, i Vertici hanno comunicato che i nuovi buoni elettronici arriveranno "verosimilmente dopo l'estate". Nel frattempo, per coprire questa clamorosa falla di programmazione, l'Amministrazione ha imposto che, a partire dal 17 luglio, i militari all’interno dell’Ente, ricevano il "sacchetto viveri" in sostituzione del buono pasto.

Le direttive, però, dicono altro. Il sacchetto viveri è uno "strumento eccezionale e residuale", destinato esclusivamente all'espletamento di "servizi isolati" o a “soluzioni temporanee e ben definite” nelle quali è oggettivamente impossibile il ricorso ad altre forme di vitto, e il cui uso va limitato proprio per "salvaguardare l'immagine e il decoro del personale militare". Adottarlo come standard per un intero Stormo, costringendo il personale a consumare pasti precotti, panini con prosciutto e formaggio spalmabile e un frutto in postazioni operative, uffici o hangar nel pieno delle ondate di calore estive – con evidenti rischi per la catena del freddo e la sicurezza igienico-sanitaria – non è logistica ma è la certificazione di un fallimento gestionale.

A questo si somma l'intollerabile giacenza dei Fogli di Viaggio, con rimborsi bloccati in alcuni casi, dal 2024, per i quali i Comandi si giustificano trincerandosi dietro l'incapienza del "fondo scorta", omettendo di fornire tempi certi per i pagamenti. I militari non sono il bancomat dello Stato.

Quello che sta accadendo a Viterbo non è un incidente di percorso, ma l'esatta rappresentazione del motivo per cui il SIAM ha rappresentato il proprio fermo NO alla firma del rinnovo contrattuale 2025-2027.

Ai tavoli della Funzione Pubblica, il Governo e la Difesa chiedono al personale massima flessibilità, trasferimenti improvvisi (come la rilocazione da Frosinone a Viterbo) e operatività assoluta. Cosa offrono in cambio? Un aumento netto di circa 100 euro che non copre l'inflazione, una previdenza dedicata ridotta a un'elemosina e zero tutele normative.

Come si può chiedere a un sindacato di firmare un contratto "sulla fiducia", quando nella vita reale delle Basi l'Amministrazione scarica le proprie inefficienze contabili sulle spalle dei lavoratori in divisa, arrivando a negare il rimborso delle missioni e distribuendo un sacchetto sotto il sole di luglio?

Il SIAM ha già chiesto all’ Amministrazione, di adoperarsi per l'immediata sospensione della distribuzione del sacchetto viveri e il ricorso a strutture convenzionate civili o nuovamente al “buono pasto” per ripristinare la dignità e la salute del personale.

Non svendere la tua divisa. Non delegare il tuo futuro a chi è disposto a firmare accordi al ribasso pur di sedere ai tavoli, lasciandoti poi da solo a combattere contro i disservizi quotidiani. I diritti non si elemosinano, si pretendono. Scegli la coerenza, scegli i fatti. Iscriviti oggi al SIAM.