Mentre al personale è vietato andare in licenza fuori regione, il COCER viene autorizzato a riunirsi e viaggiare per l’Italia,

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa convoca il COCER per un “Esame attuale quadro emergenziale”.
In un momento in cui è vietata ogni forma di assembramento e in cui tutte le attività analoghe avvengono in videoconferenza, rimaniamo stupiti che si decida di convocare ben 70 delegati della Rappresentanza Militare a Roma. I quali, provenendo da ogni parte di Italia, creeranno inevitabilmente un contesto ad alto rischio di contagio, per loro stessi, per tutte le persone con cui verranno a contatto a Roma e soprattutto per tutti i familiari, i colleghi e le persone che incontreranno una volta tornati alle loro zone di residenza.

Una scelta simile appare ancor più incomprensibile, alla luce delle difficoltà che stanno incontrando molti colleghi, ai quali invece, viene negato dai loro comandanti il diritto di andare in licenza per incontrare i propri congiunti o fare smart working, solo perché questo implica il doversi recare in un’altra regione.

Come SIAM crediamo sia opportuno ripianificare la riunione del COCER in videoconferenza per non creare un possibile focolaio di contagio che si possa ripercuotere a livello nazionale e contemporaneamente garantire la possibilità a tutto il personale la possibilità di fruire delle proprie ferie o di svolgere il lavoro agile dove meglio crede. Ripristinando in tal modo il rispetto di tutte le normative attualmente in vigore.

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