Strade sicure: dopo la lettera del SIAM il personale in isolamento può tornare ad uscire. Ma non a Taranto.

Ancora una volta l’azione di “denuncia” del SIAM è risultata decisiva nella risoluzione delle situazioni che mettevano in condizioni di disagio il personale. Infatti, la nostra lettera del 1° Maggio, con la quale denunciavamo lo stato di reclusione a cui era sottoposto il personale in attesa di essere impegnato in Strade Sicure ed in OFCN ed aggregato in diversi reparti dell’A.M., ha sortito i suoi effetti positivi. Infatti, ora gli interessati non sono più costretti a rimanere reclusi nei loro alloggi, ma sono soggetti alle stesse regole di movimento che disciplinano tutto il resto del personale.
Tuttavia, dobbiamo purtroppo riscontrare che, la SVAM di Taranto è l’unico Reparto dove sono ancora imposte  illegittime limitazioni  alla libertà di movimento del personale che vi alloggia e si trova in attesa di essere impiegato nelle attività operative di strade sicure.
Presso la scuola, infatti, i colleghi in questione sono soggetti ad una fantasiosa disciplina della “libera uscita” imposta in maniera del tutto arbitraria e che non trova fondamento in nessuna normativa del nostro ordinamento.
Giova ricordare al Comandante dell’Ente in questione che il personale aggregato in missione è soggetto alla disciplina prevista sull’orario di servizio ai sensi della SMA-ORD-011, espletato il quale, l’interessato non può essere soggetto a limitazioni di movimento che, come detto, risultano arbitrarie e prive di fondamento giuridico. A meno che, nella situazione in atto presso la base di Taranto, non si debba assumere che tutte le ore per le quali il personale non soggetto ad obbligo di accasermamento è vincolato a rimanere presso il reparto siano considerate orario di servizio prestato a tutti gli effetti e riconosciute in quanto tali come straordinario.
Il SIAM sollecita, pertanto, la corretta applicazione delle norme, onde evitare l’insorgere di futuri contenziosi, dei quali non si sente assolutamente la necessità.

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