4 Novembre, ma non c’è molto da festeggiare.

Oggi celebriamo la festa delle Forze Armate e dell’unità nazionale.
Una festa ancora una volta monca. Perché i suoi primi protagonisti continuano ad essere privi di diritti sindacali.

Come è possibile parlare di unità quando una parte rilevante del paese è vissuta come corpo estraneo e oppressore da molti concittadini, rispetto ai quali però non gode nemmeno delle medesime garanzie sociali.
Ci auguriamo che questo sia l’ultima celebrazione che veda i militari relegati a cittadini di serie b, costretti a morire nel silenzio e nell’indifferenza generale.

Sia questa giornata l’inizio di un percorso di  riscatto, che vedrà gli uomini le donne con le stellette conquistare finalmente la dignità che fino ad oggi gli è stata negata.

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