Audizione Ministro Difesa in Parlamento, SIAM: deludente e incomprensibile disattenzione verso il personale

A seguito dell’intervento in Commissione Difesa del Ministro Guerini non possiamo non constatare un suo preoccupante distacco dalla realtà quotidiana che vive il personale militare. Una relazione dal linguaggio complesso dalla quale emerge chiaro il messaggio di un capo del Dicastero della Difesa che non ha certo a cuore la ricerca di un dialogo chiaro e franco con i suoi uomini, quanto piuttosto si preoccupa di inviare chiari segnali distensivi all’industria ed agli apparati.

Questo orientamento emerge in particolare quando ha relegato a poche frasi di circostanza le questioni che riguardano il personale, nel corso delle quali ha incredibilmente parlato di “importanti risultati” in tema di Riordino delle carriere, in totale controtendenza con quanto, invece, è la percezione del personale militare. Oppure quando, solo in extremis, cita in maniera totalmente vaga la questione dei diritti sindacali per il personale militare, limitandosi ad un generico sostegno al Parlamento sul tema ed auspicando “soluzioni condivise e confacenti agli interessi di tutti “, evitando, non solo una qualunque presa di posizione sulla questione, ma anche dimostrando, evidentemente, di confondere e mettere sullo stesso piano il riconoscimento di inalienabili diritti fondamentali della persona, previsti dalla Costituzione, con meri interessi di parte di alcuni non ben specificati soggetti.

Il SIAM esprime preoccupazione per queste prime dichiarazioni del Ministro, a nostro avviso
molto confuse, specialmente in tema di personale e di diritti. Attendiamo, pertanto, di
incontrarlo presto per approfondire e chiedere maggiore chiarezza e determinazione su certi
temi. Il Sindacato Aeronautica Militare è sempre dalla parte del personale e senza mezzi
termini pretende dal massimo responsabile politico del dicastero Difesa maggiore attenzione
ai tanti temi di interesse dei militari.

A questo punto ci aspettiamo che, sulla legge che regolamenterà i sindacati militari, i gruppi politici che ne avevano fatto il proprio cavallo di battaglia, escano dal torpore e riprendano il ruolo guida. Perché noi, dal canto nostro, andremo avanti in questa battaglia che si prefigura lunga, nella certezza che se non sarà il Parlamento a riconoscere pienezza dei diritti, un ruolo decisivo lo potranno avere nuovi pronunciamenti delle Corti di Giustizia.

 

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