Il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM – incontra il Vertice di forza armata: chiusura totale al dialogo con i sindacati. Violate norme Costituzionali

Si è tenuto questa mattina l’incontro tra il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e una delegazione del Sindacato Aeronautica Militare  – SIAM, composta dal Segretario Nazionale Paolo Melis, dal Responsabile per i rapporti con i Comitati Locali ed attività sul territorio Alfio Messina e il Responsabile della Comunicazione Antonsergio Belfiori, presso palazzo Aeronautica a Roma. Sebbene esso si sia svolto in un clima di cordialità,  è apparsa subito evidente la posizione di chiusura da parte del Generale Rosso, in analogia a quelle di tutti gli altri Capi di Stato Maggiore. Una volta di più abbiamo constatato il rifiuto di instaurare ogni forma di dialogo con i sindacati militari, trincerandosi dietro la mancanza di una legge che regoli l’attività sindacale, nonostante abbiamo più volte fatto presente che la stessa Corte Costituzionale nella sentenza 120 al punto 18, nelle more di un intervento normativo, rimandi alle regole attuali per la rappresentanza militare. Un fatto gravissimo, questo,  poiché continuano ad essere deliberatamente ignorati i chiari principi costituzionali, per cui il diritto sindacale non può essere compresso in nessun modo, se non in virtù di un’apposita legge.  Tanto meno attraverso  circolari strumentali che hanno valenza esclusivamente interna all’amministrazione e non già verso soggetti di carattere privatistico quali sono le associazioni sindacali, che, di contro, sono tenute ad obbedire esclusivamente alle normative già vigenti quali lo Statuto dei Lavoratori. Questa posizione di chiusura è chiaramente un fatto di inaudita miopia da parte dell’amministrazione che dimostra una precisa volontà di voler, in qualche, modo annichilire e neutralizzare le nascenti organizzazioni sindacali in barba alle attuali norme.
È ora di cambiare mentalità su questi temi poiché, sia chiaro, ai sindacati è concesso tutto ciò che non è vietato per legge e la chiusura al dialogo non lascia altra via se non quella delle “carte bollate” che inevitabilmente ci costringerà ad avviare una dura battaglia legale per vedere finalmente garantito il diritto sindacale coerente con i dettami della Consulta e delle attuali norme.

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